martedì, febbraio 21, 2006

Gli Anni Del Grande Torino

CINQUE SCUDETTI PER UNA SQUADRA DA TUTTI AMATA



Dopo un secondo posto, Novo costruisce una formazione leggendaria che solo il destino potrà fermare.



Il Torino dell'ultimo scudetto, quello della stagione 1948-49


Sicuramente una delle più forti squadre italiane, sicuramente la più leggendaria. Come una favola, ecco nascere il Torino dei cinque scudetti, ecco come una tragedia, scompare una squadra che tanto ancora poteva dare al nostro calcio. La grande compagine granata si porta alla ribalta del calcio italiano nel 1942, quando si piazza al secondo posto dietro la Roma. Il presidente Ferruccio Novo ha capito di avere una eccezionale compagine, che vuole ancora di più potenziare. Grandi acquisti per portare tre giocatori dalla Juventus, il portiere Bodoira e le punte già affermate come Gabetto e Borel III. Poi Menti dalla Fiorentina e Ferraris dall’Ambrosiana. Ma ecco il grande colpo del presidente; acquistare del Venezia, squadra terza del campionato, gli indiscussi gioielli dell’attacco: Valentino Mazzola e Loik. Infine dalla Triestina Grezar, già maglia azzurra. Con una squadra come questa lo scudetto arriva, anche se non facilmente. I rivali si chiamano Livorno, secondo per un solo punto. La stagione viene completata anche con la vittoria in Coppa Italia, ma la guerra ferma la fame di vittoria di questo giovane ma già grande formazione.

Nel 1945-46 ritorna il campionato dopo il dolore della guerra e viene giocato in due gironi: Alta Italia e Centro Sud. Poi il torneo finale dove si supera la Juventus, che “ospita” il bomber Piola. Il Torino è una macchina di vittorie e di reti 108 segnati e solo 32 subiti in quaranta partite, merito soprattutto di una difesa nuova di zecca grazie alle ultime spese di Novo. In porta vi è Bacigalupo, poi Rigamonti, Ballarin, Maroso e Castigliano.

Il terzo scudetto, stagione 46-47, vede il Torino partire con il piede sbagliato. Si perde con Triestina, Venezia e Sampdoria, e molti dubitano sulla riconferma dei campioni d’Italia.La stampa verrà subito smentita e sarà il campionato di Valentino Mazzola capitano e trainatore della squadra, che realizza ben 29 reti e vince la classifica dei cannonieri, un bottino eccezionale per un centrocampista. I granata macinano gol e vittorie per stracciare il campionato.Passate alla storie le goleade con il Milan (6-2), la Fiorentina (7-2) e il Vicenza (6-0). Alla fine del torneo sono ben dieci i punti di distacco sulla Juventus, seconda.

La squadra è ormai leggenda, cuore ed amore per una tifoseria che abbraccia tutto il paese che si sta leccando le ferita nella guerra cercando conforto nei sogni del Torino e nelle imprese di Coppi e Bartali. Si cerca una formazione che possa fermare Loik e Mazzola e nel campionato 1948 sembra nascere l’alternativa: ecco il Milan con Puricelli, Carapellese ed Annovazzi. Il girone d’andata li vende in cima alla classifica. Il diavolo trafigge il toro in una improbabile corrida ? Il campionato prosegue e racconta un’altra storia. Incomincia una serie di sconfitte per i diavoli ed è l’ inizio di una rapida discesa che vede i rossoneri “collassare”, come del resto anche al Juventus e la Triestina. Queste tre squadre finiranno seconde a 49 punti, distanziate di sedici lunghezze dal Torino, primo a quota 65. Reti segnati 125 e da sottolineare il record di rete realizzate in un solo match: la partita e Torino – Alessandria, finita 10 a 0 !

Mazzola e Gambetto realizzano ben 23 reti ciascuno. Solo Boniperti riesce a fare meglio con 27 centri. La fama dei granata è ormai internazionale, e cominciano gli inviti per delle amichevole in tutta Europa ed addirittura in Brasile. La Coppa dei Campioni deve ancora nascere e la Coppa Latina è solo un progetto.

Arriva la stagione 48-49 ed è ancora monologo granata; il campionato si domina anche se l’attacco non è come gli anni trascorsi. Non ci sono vittorie con il pallottoliere ma a cinque partite dalla fine e con cinque punti sull’Inter, dopo aver pareggiato a S.Siro per 0 a 0 con i nerazzurri di Lorenzi, il quinto scudetto sembra definitivamente conquistato. Si accetta una amichevole a Lisbona per l’addio al calcio di Ferriera, amico di Valentino Mazzola. Il Benfica vincerà 4 a 3, il Torino è amato anche in Portogallo. Poi il viaggio di ritorno...e il dolore di tutto un paese.

La federazione decide di assegnare lo scudetto ai granata, le ultime quattro partite verranno giocate dalla formazione dei ragazzi. Scompare nel nulla una delle squadre più amate del nostro calcio, e come l’amore verso le nostre passioni, si continua ad amare per sempre.