martedì, febbraio 28, 2006

GOAL.COM INTERVISTA VENTOLA



Non aveva neanche vent’anni quando scateno’ un’asta tra i club piu’ grandi, pronti a mettere sul piatto una barca di soldi per accaparrarselo. Alla fine, la spunto’ Moratti, che dopo averlo seguito nella sua migliore stagione di B (28 presenze 10 reti in Serie B), alla fine dell’anno successivo (il primo di A, 8 presenze e 2 reti), decise di affondare prima che la concorrenza, quella bianconera in particolare, si facesse piu’ convinta.

In maglia nerazzurra, pero’, l’esplosione arriva solo nell’annata dell’Atalanta (2000/2001, 28 presenze e 10 reti, eguagliando il suo record, ma questa volta in Serie A), con la quale l’Inter provo’ a rilanciarlo dopo due campionati con piu’ scuri che chiari sotto la Madonnina. Poi, il nuovo rientro a Milano e ancora tanta sfortuna: una partenza sprint in coppia con un giovanissimo Adriano ed un emergente Kallon, qualche goal, ma anche troppi infortuni e dunque un nuovo pellegrinaggio in prestito a Siena a giugno. E’ li’ che la carriera di Nicola ha la svolta tanto inattesa, quanto sgradita. La sua immagine con la radiolina in mano in panchina, ha fatto il giro di tutte le televisioni e tutti i media: il mostro sbattuto in prima pagina, il giovane che ha tutto, ma che si butta via per due lire facili in piu’, con le scommesse. Ventola si sente ferito, nessuno lo riabilita quando verra’ assolto dalle infamanti accuse, e lui decide che il calcio italiano non lo merita, scegliendo di emigrare in Inghilterra. Quest’anno il ritorno all’Atalanta e, forse, glielo auguriamo di cuore, la definitiva consacrazione.

Il Presidente Ruggeri ha scommesso forte su di te quest'estate, nonostante ultime stagioni non esaltanti: la riconoscenza nel calcio esiste?

“Esiste eccome. Quando ho parlato con Ruggeri sono stato molto sincero e gli ho spiegato che avevo fortemente bisogno di allenarmi e di sentire fiducia intorno a me. Io ho avuto fiducia nell’Atalanta e la cosa è stata reciproca”.

E' vero che sia nel mercato di luglio che in quello di gennaio si erano interessate a te altre squadre, anche di A? Quali?

“E’ vero, ma sono voluto rimanere qui soprattutto per due motivi: prima di tutto il fatto di voler ripagare la fiducia di cui parlavo prima, poi perché credo fortemente nel progetto del ritorno in serie A. Comunque è vero, mi hanno cercato due squadre di A, ma non voglio fare nomi, dico solo che una di queste lotta anche per l’Europa…”.

Ti inoltro una provocazione: l’Atalanta va in serie A e ti chiamano da una grande prospettandoti il “solito” turnover. Cosa scegli? La maglia della “Dea” da titolare indiscusso o il giocarsela anche in Champions?

“Mi farebbe piacere essere cercato da una grande, per carità. Però un anno “alla Lucarelli” con la maglia della Dea me lo farei volentieri”.

A Torino hai realizzato un goal che abbiamo visto fare solo ai grandi (di tacco ndr) come Del Piero, Bettega, Crespo, Zola e Mancini, solo per fare qualche nome: e' il piu' bello della tua carriera?

“E’stato bello, ci ho provato. Mi è riuscito proprio in maniera perfetta. Anche in allenamento qualche volta ci provo, ma riuscirci in partita e’ un’altra cosa”.

La squadra ha superato quel momento di nervosismo che e' costato 3 espulsioni e probabilmente 5 punti? Quali erano i motivi di tanto stress?

“Sono stati degli episodi che ci hanno girato un po’ contro. A Torino ad esempio non hanno buttato fuori la palla con un uomo in terra. Ci siamo fatti prendere dal nervosismo in maniera sbagliata. Sono punti persi che potevamo evitare di perdere. Oggi posso dirlo: siamo stati dei polli”.

Fisicamente e moralmente, senti di essere tornato ai tempi di Bari, in grado di rappresentare un giocatore importante del panorama italiano?

“Si, sicuramente. Adesso sto bene sia fisicamente che psicologicamente. Mi hanno aspettato tanto tempo e la cosa più importante era recuperare la forma psicologica”.

Questa Atalanta e' una squadra strana, non gioca benissimo, ma non molla mai e alla fine la spunta quasi sempre…

“Quando giochi bene e fai risultato vuol dire che i giocatori importanti riescono a dare il massimo, ma la cosa veramente importante è riuscire a far risultato anche quando giochi meno bene. Vuol dire che hai compattezza. In casa poi abbiamo sempre fatto gol, siamo forti psicologicamente sapendo che prima o poi la buttiamo dentro”.

L'obiettivo, e' inutile negarlo, e' la serie A, possibilmente con promozione diretta. Da chi credi che dobbiate guardarvi le spalle? Chi temi maggiormente?

“Il Brescia può arrivare. Catania, Brescia e Atalanta secondo me se la vedranno fino alla fine”.

Quante energie hai speso per difendersi dalle illazioni per i fatti di Siena?

“Io ho sofferto tantissimo per i miei parenti, non per me. Io ero a posto con la coscienza, quell’immagine però mi ha dato fortemente fastidio. Avevo la radiolina per sentire i risultati perché lottavamo per degli obiettivi e anche l’allenatore voleva saperli. Comunque io sono andato via dall’Italia proprio perché sono rimasto fortemente deluso da questa esperienza. Qualcuno mi ha messo in mezzo, ha fatto il nome del calciatore conosciuto più degli altri per avere un soggetto da copertina. In presenza di quali prove? Di nessuna, perché poi sono stato assolto. Ecco, soprattutto per questo ci sono rimasto male e me ne sono andato al Crystal Palace, dove il calcio viene vissuto per quello che deve essere: un gioco da amare”.


Tutti parlano della diversità nell’approccio inglese al mondo del calcio, ma in Gran Bretagna ci sarà qualche aspetto negativo oppure sono solo “rose e fiori”?

“Si pensa al calcio, solo ed esclusivamente al calcio. Non solo all’interno delle squadre, ma anche da parte degli addetti ai lavori”.

Alludi anche al mondo dell’informazione?

“Si, perché in Italia si cerca sempre quello che non va bene, per metterlo in prima pagina. Non si dà mai il giusto risalto agli aspetti veramente positivi. Hai letto qualche articolo o hai visto qualche servizio televisivo che parlava del mio proscioglimento? Se c’è stato, è stato solo in tono minore. Perché la nostra cultura sportiva ci porta a dare valore solo alle situazioni negative e non a quelle positive. In Inghilterra è tutt’altra cosa. Io vorrei che si parlasse di calcio per quello che accade in campo e che si finisca con tutto il tam tam generale. Il calcio è bello per le azioni e le cose che succedono in campo, non per tutto quello che c’è intorno”.

E a questo proposito ti chiedo un parere sulla notizia del deferimento dell’Ascoli e dei suoi allenatori Giampaolo e Silva per la questione “allenatore-allenatore in seconda”. Non trovi che sia vergognoso andare a screditare il lavoro di uno staff tecnico in questo modo per trovare una notizia da prima pagina?

“Sono d’accordo. Ripeto: il mio desiderio è che si giudichi il calcio e i suoi interpreti per quello che riescono a fare in campo, per la loro bravura. Non per altre situazioni”.

Tormentone del giorno: Bombardini ha parlato dei falli da dietro dicendo che non esistono falli di serie A e di serie B…

“Bisognerebbe avere regole ben precise e fare in modo che vengano rispettate. Secondo me il segreto è questo: fare chiarezza e riuscire ad applicare il regolamento per evitare che i giocatori si facciano male. In A, in B o in qualsiasi altra categoria”.

Grazie Nicola, allora arrivederci in A e con la maglia della Dea…

Speriamo, ciao.

Daniele Perticari

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Regarding your blog about arsenal wrestling. The best site for arsenal wrestling is **http://www.freepremiership.com**. http://www.freepremiership.com is the top free osccer website in the world and features the latest Premiership club news, fixtures, scores, scorers, radio streams, tv streams and lots more football links.

2:35 PM  
Blogger No Hassle Loans said...

Hey nice blog. Although it�s not what I was looking for. I am looking for info on Payday Loans or a Payday Advance Loan . I found your blog very interesting

7:44 AM  

Posta un commento

<< Home