martedì, febbraio 28, 2006

I GRANDI CLUB DELLA COPPACAMPIONI



MANCHESTER UNITED 1959-69

Una squadra che scompare in una tragedia aerea, un club che rinasce e passa alla storia

Da sempre l’Inghilterra aveva vantato una priorità assoluta nel mondo del calcio. Loro, gli inventori, non partecipavamo mai ad un mondiale, limitandosi ad incontrare pochi mesi dopo la conquista del titolo la formazione vincitrice della Rimet.Ma questa semplice “presunzione” spesso veniva infranta dalla dura realtà che altre squadre, altre scuole era superiori agli uomini del leone ruggente.Basti pensare all’Italia prima della guerra, o all’Ungheria di Puskas che aveva umiliato a Wembley i bianchi della regina. Con la nascita poi della Coppa Campioni erano il Real Madrid, il Benfica, il Milan e l’Inter ad insegnare il calcio in tutto il continente.

Si dovrà aspettare la seconda metà degli anni sessanta per vedere l’esplosione del calcio inglese.Nel 1966 arriva la tanto sospirata ed ambita Coppa Rimet , che rimarrà l’unica vittoria importante per la nazionale, ma inizia anche il diktat del calcio britannico a livello di club.

Nel 1967 è il Celtic, squadra scozzese dalle idee innovative, a sconfiggere in finale quell’Inter dominatrice per anni con il gioco del mago Herrera. Poi arriva la prima e storica vittoria in CoppaCampioni di un club inglese: è firmata dal Manchester United. Questa squadra passerà alla storia non solo per l’importante risultato raggiunto ma anche per la leggendaria vicenda del suo club. E’ una conquista del mondo che nasce dalla sfortuna, un traguardo che inizia con la tragedia. Sul finire degli anni cinquanta il Manchester United è protagonista in Inghilterra; la squadra rossa domina il campionato 1955-56, undici punti di vantaggio sul secondo Blackpool, e il 1956-57, otto lunghezze su Tottenham e Preston.

Nel febbraio del 1958 la tragedia; all’aereoporto di Riem, a Monaco di Baviera, l’aereo che riporta a casa i calciatori del Manchester precipita. Muoiono nella catastrofe molti giocatori come Edwards, Taylor e Byrne.La fortissima formazione del Manchester scompare proprio quando stava per diventare l’antagonista europea del grande Real Madrid.Uno dei calciatori che si salva miracolosamente è Bobby Charlton. La tremenda esperienza lo maturò in fretta, facendolo diventare subito il cardine della nuova squadra e, a breve, leader della nazionale inglese.

E’ il momento di ricostruire una formazione è questo compito tocca all’allenatore Matt Bubsby.Inizia la lenta rinascita di una gloriosa squadra che rischia di retrocedere nella stagione 1963, ma che si riscatta subito vincendo l’anno dopo la Coppa d’Inghilterra.Nel 1964 secondo posto dietro il Liverpool e poi il grande ritorno conquistando il titolo nel 1965.

Il primo assalto alla Coppa Campioni si ferma contro i jugoslavi del Partizan. In semifinale il Manchester vincerà in casa con un solo gol. Al ritorno un due a zero li elimina. In finale il Partizan verrà fermato dal Real Madrid.Intanto arriva il successo nella Rimet del 1966.E il Manchester è protagonista con i suoi uomini e ormai è questa squadra e il suo capitano Bobby Charlton i simboli del nuovo e fortissimo “english football”.Nella stagione successiva i “campioni del mondo” vincono nuovamente il titolo nella league.

Sessanta punti lasciando a quattro lunghezze il Nottingham Forest.Arriva una nuova possibilità di giocarsi la Coppa dei Campioni e questa volta è il trionfo.Negli ottavi gli uomini di Charlton si vendicano del calcio slavo eliminando il FK Sarajevo (0-0 e 2-1). Nei quarti tocca al Gornik Zagabria (2-0 e 0-1).Nella semifinale giunge il grande momento, la sfida che se un destino crudele non avesse distrutto l’intera squadra, si sarebbero giocata dieci anni prima. E’ il momento di affrontare il Real Madrid.I bianchi di Spagna non sono più quelli di Di Stefano, ma è sempre zeppa di ottimi giocatori che due anni prima aveva conquistato la CoppaCampioni.

In Spagna un pareggio per 3 a 3, alquanto rocambolesco, rimanda tutto nella gara di ritorno, che si deve vincere. E’ sarà così. E 1 a 0 e si va alla finalissima. Si ripete il duello con il calcio portoghese, due anni dopo la Coppa Rimet. E’ il Benfica di Eusebio alla sua quinta finale in sette anni.Dopo il primo tempo che termina a reti inviolate, ecco il gol di Charlton. Il pareggio è questioni di minuti con Graca al 69’. Lo Bello fischia la fine dei tempi regolamentari. Nei primo tempo tre reti disintegrano i portoghesi. Sono firmate da Gorge Best, da Kidd e da Charlton.Fra lacrime, gioia e abbracci gli uomini di Matt Bubsby alzano in cielo la prima Coppa Campioni vinta da una squadra inglese.

Il successo di questa squadra fu il gioco chiaramente offensivo, che si realizzava nella maestria di Charlton e nella fantasia di George Best, capocannoniere nella stagione 1968, e uomo simbolo del calcio inglese in quel periodo. Oltre ad esser un fortissimo giocatore, Best, nato nell’Irlanda del Nord,era anche un grande personaggio. Il suo di vestire, i suoi atteggiamenti e le sue dichiarazioni ai media, lo fecero diventare un punto di riferimento per la gioventù britannica di quel periodo, alla pari con le star della musica. Il suo sogno era quello di realizzare un gol dribblando tutta una squadra e dopo aver superato il portiere,condurre di testa la palla in fondo alla porta. Un gol che non realizzerà mai.

Altro protagonista fu Norbert Stiles, detto “Il brutto anatroccolo”, difensore granitico. Nessun giocatore che passava nella sua zona poteva salvarsi. Tutto il mondo apprezzò il suo duello nella semifinale della Rimet 1966 con il Portogallo, quando neutralizzò Eusebio, in una partita nella partita fatta di asprezze ma anche di sanissimo agonismo. Vincerà ovviamente anche quello nella finale di CoppaCampioni nel 1968, quanto si supererà il Benfica. La stagione dopo, nonostante un torneo ad alto livello della punta Law , atleta multiforme pronto a trasformarsi da coriaceo difensore a potente attaccante e che vincerà la classifica dei cannonieri di Coppa con nove reti, l’avventura degli inglesi termina in semifinale.

E’ il Milan che a S.Siro vince per due a zero, grazie alle reti di Sormani al 33’ e di Hamrin al 49’.La partita fu seguitissima e l’incasso di questo big match fu il secondo al mondo in quel periodo, dietro solo alla finalissima della Rimet del 1966.Nel match di ritorno la formazione rossonera limita i danni; un solo gol in casa degli inglesi, opera di Charlton al 70’, non è sufficiente. Il Manchester è eliminato e quella squadra conclude definitivamente la sua avventura nella Coppa dei Campioni.Termina un periodo ma per dimostrare a tutti la grande di quella squadra basta leggere i nomi dei Palloni d’Oro di quel periodo; nel 1964 vincitore è Dennis Law, nel 1966 Bobby Charton, nel 1968 George Best, davanti ancora Charlon. Nessuna squadra ebbe tre giocatori premiati con questo ambito premio, nessuna tranne il Manchester United.


Nella foto i tre protagonisti del Manchester United; Stiles, Best e Charlton.