giovedì, febbraio 02, 2006

Il talentuoso Vucinic ed il fattore “Z”



C’è un giovane attaccante che deve ringraziare due cose innanzitutto: le proprie doti naturali, tipiche degli atleti della sua regione - il Montenegro, in particolare la valle del fiume Zeta - e gli insegnamenti di un allenatore davvero speciale, il boemo Zdenek Zeman. Questi è Mirko Vucinic, ovvero potenza e tecnica al servizio della Serbia Montenegro.

Analizzando le statistiche della nazionale guidata dal c.t. Ilija Petkovic nelle qualificazioni a Germania 2006, è immediato notare come il principale punto di forza della squadra sia stata la difesa, in grado di subire un solo gol in dieci partite.

Tuttavia, la storia del calcio di quella che un tempo era chiamata Jugoslavia, è ricca di calciatori di talento in fase offensiva, con il serbo Dragan Stojkovic ed il montenegrino Dejan Savicevic su tutti. Attualmente, uno degli attaccanti che in prospettiva potrebbe realizzare grandi imprese è sicuramente il raffinato Mirko Vucinic.

Vucinic è nato il 1 ottobre 1983 a Niksic, la seconda città del Montenegro. La sua carriera si è sviluppata sull’asse adriatico che collega la sua terra natale con Lecce, la città italiana in cui è arrivato giovanissimo nel 2000 e nella quale sta completando la sua crescita dal punto di vista tecnico, tattico e soprattutto caratteriale.

Le basi su cui gli allenatori italiani hanno potuto lavorare sono davvero eccezionali e l’abile direttore sportivo del Lecce, ora alla Fiorentina, Pantaleo Corvino (altre sue scoperte sono l’uruguaiano Ernesto Chevanton, il bulgaro Valeri Bojinov, l’ivoriano Axel Cedric Konan), lo comprese immediatamente, prelevando Vucinic dallo Sutjeska Niksic, la squadra della massima divisione serbo montenegrina nella quale il sedicenne Mirko si era messo in luce con quattro reti in sole nove gare.

Il fattore “Z”

Proprio il giocatore originario della valle in cui scorre il fiume Zeta è il principale talento su cui tutti sono pronti a scommettere. Vucinic è infatti il calciatore con il maggior potenziale tecnico ed atletico fra quelli transitati da Lecce. Nella stagione 2004-2005 le sue incredibili doti sono emerse in tutta la loro evidenza anche in Serie A. Il serbo montenegrino, dopo alcuni problemi fisici in avvio di campionato, ha collezionato 28 presenze, mettendo a segno la bellezza di 19 reti, di cui una ciascuno a Juventus e Milan, in un campionato celebre in tutto il mondo per l’attenzione maniacale alla fase difensiva.

L’exploit di Vucinic, in un momento decisivo della sua carriera, è stato sicuramente favorito dalla presenza sulla panchina del Lecce dell’allenatore boemo Zdenek Zeman, atipico per il calcio italiano per la spregiudicatezza dei suoi schemi offensivi, oltre che abilissimo nel valorizzare i giovani. Zeman ha migliorato molto Vucinic dal punto di vista tattico, senza per questo limitarne l’estro.

Il 4 giugno 2005, a coronamento di un periodo fantastico, è così giunto il debutto internazionale con la nazionale maggiore, nella gara valida per le qualificazioni a Germania 2006 fra Serbia Montenegro e Belgio, disputatasi a Belgrado e conclusasi sullo 0-0. Vucinic è subentrato al 53’ al posto di Nenad Jestrovic, inserendosi così nel gruppo di giocatori fra i quali l’allenatore Petkovic sceglierà i ventitrè convocati per il Mondiale.

Alto 1,86 per 76 chilogrammi di peso, Vucinic abbina una notevole potenza fisica ad una tecnica di assoluta eccellenza. Con il piede destro è in grado di fare ciò che vuole ed i suoi gol sono spesso di pregevole fattura. Il gioco aereo non è il pezzo forte del suo repertorio, ma anche in questo fondamentale Mirko sta progressivamente migliorando. Può giocare come prima punta, ma ha dimostrato di sapersi comportare egregiamente anche partendo da una posizione più defilata, preferibilmente a sinistra. Il suo carattere è piuttosto irrequieto, ma anche in questo caso i tecnici hanno fatto un buon lavoro: nei suoi primi anni italiani, Vucinic fu squalificato per aver offeso l’arbitro e la società lo costrinse ogni mattina a recarsi presso la sede per aprire gli uffici. In buona parte la lezione è servita.

L’esperienza con la nazionale, complici alcuni problemi di salute all’inizio di questa stagione, si è per ora limitata a due sole presenze (la seconda contro l'Italia negli States), tuttavia Vucinic è ancora attualmente uno dei punti di forza della selezione Under 21 ed è quindi costantemente monitorato dallo staff tecnico della federazione che, inutile dirlo, punta molto su di lui. Senza dubbio potrebbe essere uno dei protagonisti del prossimo campionato europeo di categoria, ma tutto lascia pensare che Petkovic lo porterà con sé in Germania.

La concorrenza nell’attacco serbo montenegrino è davvero spietata, ma è significativo notare come in un sondaggio proposto dalla testata web Jedran Sport, Vucinic si sia classificato al terzo posto nelle preferenze dei lettori. Ha trionfato il beniamino di casa Nikola Zigic, precedendo la stella internazionale Mateja Kezman. Alle spalle altri quattro probabili rivali per un posto in Germania, ovvero Danijel Ljuboja, Savo Milosevic, Marko Pantelic e Nenad Jestrovic.

Grazie a questo attaccante il gruppo C del Mondiale potrebbe diventare ancora più infernale...

fonte fifaworldcup.com