mercoledì, febbraio 15, 2006

L'Altro Vieri


Successi e delusioni per Roberto Vieri, centravanti della Sampdoria, Juventus, Roma e Bologna

La famiglia di Bobo Vieri è una famiglia che vive di calcio; tutti conoscono il bomber della nazionale ma molti ricordano anche suo padre Roberto Vieri, centravanti di grandi squadre, nato a Prato nel 1946.

La passione per il calcio ha però origini ancora più lontane; infatti nonno Enzo è stato portiere del Prato nel dopoguerra e successivamente ha giocato in serie B alla guardia della porta della Pistoiese. Facile in una famiglia così avere talenti per il calcio. Così Roberto sin da bambino gioca nei “pulcini” del Prato e poi a soli quindici anni viene preso dal padre e portato a Torino. E’il 1961 ed è subito un lusinghiero provino per la Juventus; il giudice è Borel , il famoso “farfallino”, mitica figura della Juventus anni 20-30 che vede il giovane Vieri giocare e capisce subito la stoffa del campione. Borel lo vuole nelle giovanili bianconere e per Roberto è un sogno che si avvera. Purtroppo un sogno di poche ore; con la società non si raggiunge un accordo economico, l’offerta di 700.000 lire è giudicata dal papà troppo bassa.

Lasciata la porta della Juventus si ritorna a Prato, fra i ragazzi; poi una serie di passaggi nelle primavera di altre squadre; Ascoli, ed infine la Fiorentina. Qui il ragazzo gioca diversi anni e si mette in luce ma non si trova in sintonia con lChiappella, allenatore della giovanile. Un’altra grossa squadra perduta. Il suo futuro si chiama ancora Prato dove debutta in prima squadra nella stagione 65-66.

A venti anni disputa in C un’ ottima stagione con11 reti e 24 partite. La stampa si interessa a lui e il quotidiano sportivo “Stadio” lo definisce il giocatore più interessante dei semiprofessionisti. Arrivano le grandi offerte e l’anno dopo passa nella Sampdoria in B. Qui l’allenatore è un signore del calcio italiano, Fulvio Bernadini che lo mette subito in prima squadra. Il risultati vengono e la Samp viene promossa in seria A. Nella città della lanterna giocherà altri due campionati; la sue doti di attaccante vengono però spesso sacrificate per partite votate allo 0 a 0. Così Bernardini spesso richiama Vieri anche in difesa. Il risultato pochi gol per il bomber ma la permanenza nella massima divisione per la squadra blucerchiata.

Vi è ancora Juventus nel destino del giovane calciatore ed infatti ritorna dopo otto anni alla ricerca di Roberto. Nel 1969, in un periodo di rilancio che vede l’acquisto anche di Morini e Leonardi, il grande salto nei bianconeri che lo comperano dalla Samp per 400 milioni più la proprietà di un giocatore veramente tosto di belle speranze, Romeo Benetti.

I giornali già vedono una super coppia Anastasi-Vieri, che viene ribattezzato il “Sivori degli anni settanta”. Le ambizioni della Juventus vengono ridimensionate. La squadra non partecipa alla lotta dello scudetto, arriva terza e Vieri realizza solo tre reti.Il carattere ribelle e una vita troppo spensierata non vengo apprezzati dallo staff juventino e l’anno successivo Roberto viene messo sul mercato.

I bianconeri sono ancora una formazione in fase di assestamento e puntano gli occhi su tre giocatori della Roma:Fabio Capello, Spinosi e Fausto Landini che avevano portato la formazione giallorossa alla vittoria l’anno prima in Coppa Italia. L’affare viene fatto scambiando Del Sol, Zigoni e proprio Roberto Vieri. Nella squadra capitolina trova il Helenio Herrera che promette di fare miracoli; il mago stravede per Amarildo e Del Sol e per Vieri che ha solo 25 anni incomincia una carriera da panchinaro; ormai non è più titolare e nei giallorossi 31 presenze in due anni e solo una rete. Poi due anni al Bologna a guardare le prodezze di Beppe Savoldi; anche qui poche presenze e pochissimi gol, ma le gioie per Roberto arrivano fuori dal campo di calcio. Infatti nel 1973 nasce Christian, che dal padre ruberà l’amore per il calcio e il soprannome (Bobo). Dopo la parentesi infelice con il Bologna, la famiglia Vieri emigra in Australia. E’ il 1977 e papà Vieri diventa allenatore di diverse squadre ed è che qui la storia della famiglia continua nel segno del piccolo Christian, conquistando quello che il padre non è mai riuscito a vincere.