mercoledì, febbraio 22, 2006

L’ascesa dell’altro Ronaldo


Immaginate di essere un terzino e di avere di fronte il Manchester United. Cristiano Ronaldo sta scendendo ad ampie falcate sulla fascia destra, palla al piede, e a un certo punto la palla scompare: mentre voi cercate disperatamente di contrastarlo, lui vi ubriaca di finte. Ronaldo è senz’altro un Giocatore da tenere d’occhio, sempre che il vostro occhio sia abbastanza veloce da non perderlo di vista.

Se l’ipotetica situazione di gioco appena descritta si fosse verificata realmente, potreste per lo meno consolarvi pensando che negli ultimi anni Ronaldo è stato l’incubo dei migliori terzini del mondo.

Nell’agosto 2003 il Manchester United lo prelevò dallo Sporting Lisbona per 17,5 milioni di euro, una cifra mai pagata per un giocatore così giovane, offrendo al 18enne centrocampista un contratto quinquennale. Lo United, che aveva appena ceduto David Beckham al Real Madrid, aveva bisogno di una nuova stella sulla fascia destra per colmare il vuoto lasciato dal capitano della nazionale inglese.

L’attenzione sulla scattante ala cadde per la prima volta durante una partita di precampionato giocata negli Stati Uniti. Quando videro Ronaldo in campo con la maglia dello Sporting Lisbona capirono di aver trovato esattamente ciò che stavano cercando. La vista del nome Ronaldo nella formazione dello Sporting destò preoccupazione tra le fila dei giocatori del Manchester, perciò quando gli spiegarono che si trattava di un ragazzino di Madeira così chiamato in onore dell’ex presidente americano Ronald Reagan, tirarono un sospiro di sollievo.

Lo United perse l’incontro per 3-1, ma tutti rimasero affascinati dall’astuzia, la facilità di corsa e i dribbling di Ronaldo, un calciatore che lo Sporting aveva acquistato nel lontano 1997 dal Nacional e che fu promosso in prima squadra nella stagione 2002/03. La sua prestazione impressionò talmente tanto che i giocatori inglesi non parlavano d’altro e durante il volo di rientro invitarono personalmente Sir Alex Ferguson a ingaggiare immediatamente Ronaldo. Ignoravano il fatto che i loro dirigenti stessero osservando il fuoriclasse dello Sporting da diversi mesi e così, proprio mentre altri club cominciavano a interessarsi, Ferguson strinse i tempi per colui che descrisse come “uno dei giovani più forti che abbia mai visto".

Quando venne ufficializzato il suo acquisto, Ronaldo ricevette con suo immenso onore la maglia numero 7 che era stata di David Beckham. Casualmente, il sette è anche il numero di Luis Figo, l’idolo di Ronaldo, e una settimana dopo il suo passaggio al Manchester la giovane ala fece il suo esordio in nazionale contro il Kazakhstan.

Ronaldo debuttò nel campionato inglese in Manchester-Bolton Wanderers, regalando una prestazione entusiasmante. Sir Alex, lieto di vedere che il nuovo acquisto si era disimpegnato così bene nel ruolo di Beckham, dichiarò: "I tifosi hanno trovato un nuovo eroe”. La sua prima stagione al Manchester non fu però tutta rose e fiori e dopo il folgorante esordio iniziarono a piovere critiche per i suoi dribbling troppo insistiti e l’incapacità di servire cross pericolosi.

Ronaldo, come lui stesso sottolinea sempre, è uno che impara in fretta e ha lavorato sodo per migliorare sotto quell’aspetto. Tuttavia, il suo allenatore intende tutelare l’investimento fatto dalla società e ha deciso fare riposare il giocatore in Portogallo durante il periodo invernale. Come ha spiegato Sir Alex nel corso della prima stagione di Ronaldo: “Ha solo 18 anni e dobbiamo impiegarlo con attenzione". La saggezza del c.t. scozzese ha dato i suoi frutti durante la finale della FA Cup 2004, giocata al Millennium Stadium di Cardiff contro il Millwall, dove un rinfrancato Ronaldo ha fornito una prestazione superlativa, segnando un gol di testa nel 3-0 grazie al quale il Manchester si è aggiudicato la sua decima coppa.

Ronaldo si è espresso ad altissimi livelli anche con la maglia del Portogallo a Euro 2004, contribuendo in maniera decisiva con le sue giocate alla conquista della finale poi persa con la Grecia. La frenetica estate di Ronaldo è proseguita con il torneo olimpico, anche se ad Atene il POrtogalo non ha certo impressionato.

L’anno successivo la finale della FA Cup non ha avuto un epilogo altrettanto felice: lo United è stato infatti sconfitto dall’Arsenal ai calci di rigore. I progressi mostrati da Ronaldo nei 12 mesi precedenti hanno però convinto i dirigenti a offrirgli un prolungamento del contratto fino al 2010.

L’ala portoghese è stata in lizza due anni di seguito per il titolo di Miglior Giocatore dell’Anno FIFA e ha ricevuto numerosi consensi dai fan che lo hanno eletto Miglior Giocatore Rivelazione dell’Anno ai FIFPro awards del 2005. La stagione che porta alla Coppe del Mondo FIFA 2006 è stata segnata da un grave lutto per Ronaldo, che ha perso il padre, gravemente malato, il giorno prima dell’incontro di qualificazione con la Russia giocato lo scorso settembre. Ronaldo ha voluto giocare ugualmente per onorare il ricordo del padre e ha contribuito alla conquista dello 0-0 che ha spalancato al Portogallo le porte del Mondiale. L’allenatore Luiz Felipe Scolari ha speso parole di elogio per il coraggio dimostrato dal giovane centrocampista.

Con le sue giocate Ronaldo ha poi spinto il Portogallo verso il primo posto del girone di qualificazione a Germania 2006; ora che lo attendo il suo primo Mondiale e forse per il golden boy di Madeira è giunto il momento di iniziare ad offuscare il suo omonimo brasiliano. Il ragazzo però rimane coi piedi per terra e dichiara con modestia: "Il mio unico pensiero è giocare bene e vincere il titolo con il Manchester".