venerdì, febbraio 24, 2006

L'immunità di Trapattoni

di Fulvio Collovati
Non mi stupisco più di tanto di fronte alla notizia dell’esonero di Cosmi da parte del presidente Pozzo dell’Udinese, visto che sono già saltate due panchine di squadre in una posizione migliore di classifica, Livorno e Palermo. Ormai i presidenti, di fronte ai lauti ingaggi elargiti, diventano sempre più esigenti e carichi di aspettative. Nel caso di Cosmi però penso che a preoccupare più della classifica siano stati i suoi cattivi rapporti con lo spogliatoio, dimostrati anche davanti alle telecamere, in questa sua breve performance sulla panchina friulana, per cui meglio togliersi subito un bubbone prima che le cose si aggravino. Per la verità il bubbone se l’è tolto anche il Presidente dello Stoccarda licenziando in tronco colui che per taluni organi di stampa più italiani che esteri viene ancora definito il patriarca, il santone del calcio italiano, Giovanni Trapattoni. Sorrido pensando ad una affermazione di qualche anno fa di un amico giornalista che di fronte alla specifica domanda 'Secondo te chi è il miglior allenatore italiano?' rispose 'Trapattoni. Allenatore dei giornalisti, però'. 'Ma dai, come ti permetti di avere un’opinione cosi controcorrente e limitata di uno che ha vinto tutto nel calcio italiano?', risposi. “Alla Juve con Platini, Boniek, Bettega, Boninsegna, Tardelli, Cabrini, Gentile, Zoff, ecc. ecc. avrebbe vinto chiunque, pure io'. Chiaramente non condividendo lasciai cadere il discorso, ma la sua posizione ferma ed ironica mi fece e mi fa tuttora riflettere. Che il Trap sia un allenatore molto amato dall’opinione pubblica non ci sono dubbi ed evidentemente lui è stato molto bravo negli anni a costruirsi questa credibilità attraverso i risultati sul campo, ma anche molta furbizia e disponibilità, le vittorie con la Juve, quella con l’Inter, e vi posso assicurare che vincere a prescindere dai giocatori di cui disponi non è mai facile. Quindi onore al Trap per ciò che ha fatto e rappresentato per il calcio italiano. Però mi chiedo: perché devono passare in cavalleria alcune annate che sicuramente saranno rimosse dai ricordi piacevoli come quella panchina breve di Cagliari o quella della Nazionale in Giappone con scelte discutibili o addirittura scellerate, per poi finire con l’ultima delusione di Stoccarda? Mazzone insegna: nessuno si ricorda della sua ultima e recente delusione con la retrocessione del Bologna, chiedete per favore ai tifosi rossoblu cosa ne pensano, ora il buon Carletto può legittimamente lottare per l’Uefa con il Livorno senza che nessuno si ricordi dell’ultima macchia, anche se lui una scusante ce l’ha, ha sempre allenato squadre a rischio. Sembra che nel calcio ci sia per alcuni allenatori, come per alcuni giocatori, una forma di immunità. Mi sorge un dubbio: sono gli allenatori che fanno diventare grande una squadra o sono i giocatori che ne fanno parte? Chiedete la risposta al Trap………

Collovati.it

1 Comments:

Anonymous Gustavo said...

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5:59 AM  

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