venerdì, febbraio 03, 2006

Lionel Messi


Squadra attuale:Barcellona (Spagna) Ruolo:Attaccante Data di nascita: 24/06/1987

Lionel Messi divenne il ragazzo più festeggiato in Argentina quando, pochi giorni dopo il suo diciottesimo compleanno, portò la sua nazionale Under 20 al quinto titolo mondiale con una serie di prestazioni da manuale ai Mondiali FIFA 2005 in Olanda. L’impressione lasciata dal prodigioso centrocampista è stata tale da fargli portare a casa, oltre alla medaglia d’oro, la Golden Shoe adidas come miglior realizzatore e il Golden Ball adidas come miglior giocatore. Nella FIFA World Cup Germany™ 2006, il 18enne calciatore è di sicuro in lizza per ricevere un nuovissimo premio: il Gillette Best Young Player Award. Informazioni complete aggiornate sulla carriera di Leo Messi sono disponibili all'indirizzo: FIFAworldcup.com

“Anche se è già un grande giocatore, Lionel non deve avere fretta. Quello che ha fatto in questo campionato è fantastico, ma per continuare a sviluppare il suo gioco e per migliorarsi deve proseguire nello stesso modo” dice il suo tecnico nella nazionale argentina, Francisco Ferraro. In Argentina è scoppiata la ‘Messimania’ e molti tifosi e analisti lo paragonano già al giovane Diego Maradona.

E in effetti Maradona stesso è rimasto così impressionato dalle brillanti prestazioni di questo ragazzo da telefonargli di persona per congratularsi e incoraggiarlo. “La verità è che è magnifico quando i più grandi giocatori del mondo parlano di te, è un incentivo per continuare a imparare e a lavorare sodo” ha detto il giocatore a FIFAworldcup.com.

Con il suo straordinario intuito, le sue corse fulminee e la sua impressionante abilità tecnica, Messi si muove a centrocampo come nel suo habitat naturale, trovando spazio dove sembra che non ce ne sia. Dotato di un cambio di passo esplosivo e di un’incredibile bravura nel dribbling specialmente nelle più ostiche retroguardie, il ragazzo è una costante minaccia per le difese avversarie, che sembrano incapaci di contenerlo.

Ma il mancino Messi è molto più di un semplice costruttore di gioco e di un bravo regista: ha anche un buon fiuto per il goal. I sei goal segnati in Olanda, e in particolare la bellissima rete che ha aperto le marcature in semifinale contro il Brasile, lo hanno portato alla ribalta come formidabile realizzatore.

Dentro la storia

Messi aveva solo 13 anni quando la sua famiglia si trasferì in Spagna per fuggire alla crisi economica che stava devastando l’Argentina. Una volta stabilitosi a Barcellona, il talentuoso ragazzo fu invitato a dei provini al Camp Nou, dove il tecnico della squadra giovanile Carles Rexach lo individuò subito come una stella nascente. “L’ho preso immediatamente. Infatti simbolicamente l’ho fatto firmare per il Barcellona sul retro di un tovagliolo” ricorderà più tardi Rexach.

Ma con il suo metro e quaranta il piccolo Messi era estremamente minuto e leggero per la sua età, così la squadra si occupò anche del trattamento medico necessario per stimolare i suoi assopiti ormoni della crescita. Tre anni più tardi l’argentino debuttava nella Liga spagnola all’età di 16 anni e il 1° maggio 2005, con un goal contro l’Albacete, è diventato il più giovane realizzatore nella storia del Barcellona con i suoi 17 anni, 10 mesi e 7 giorni.

Quando si è trattato di riconoscere il grande potenziale di Messi i dirigenti della Federazione calcio spagnola non hanno perso tempo, offrendogli la possibilità di rappresentare il suo paese d’adozione a livello giovanile. Ma le radici argentine del giocatore sono profonde e Messi ha rifiutato educatamente nella speranza di vestire un giorno la maglia Albiceleste.

La sua fiducia è stata premiata lo scorso gennaio, quando la nazionale argentina under 20 lo ha convocato in Colombia per le qualificazioni di zona per i mondiali under 20 di Olanda 2005. È lì che il Sud America ha scoperto per la prima volta il formidabile repertorio di Messi, che si è messo in evidenza come uno dei migliori giovani calciatori del continente. La stellina di Rosario poi non si è smentita in Olanda, con una serie di prestazioni magnifiche che lo hanno fatto diventare l’argomento più discusso del campionato. Tale è stato l’interesse suscitato dal giocatore che l’attento Barcellona è arrivato nei Paesi Bassi con un contratto aggiornato e con una nuova clausola di rescissione.

Numeri impressionanti

Oggi che ha raggiunto i 65 kg e 1,70 m di altezza, i dati fisici di Messi sono quasi altrettanto impressionanti di quelli calcistici: ha segnato sei goal in otto partite di qualificazione, finendo secondo dietro al molto apprezzato cannoniere colombiano Hugo Rodalega.

In Olanda è entrato alla grande nella parte, segnando sei goal in sette partite e offrendo due assist magnifici. Alla fine dei conti il suo bottino è pari alla metà dei goal segnati complessivamente dall’Argentina, e ognuno di essi è stato importantissimo. Le sue imprese sono ancora più notevoli se si pensa che è partito dalla panchina nella partita d’apertura contro gli Stati Uniti, casualmente l’unica partita persa in tutta la competizione.

Talmente importante è stato il suo apporto per il successo della squadra under 20 che Messi è diventato un eroe per il pubblico argentino, che ora chiede al tecnico della nazionale Jose Pekerman di tener conto di questa gemma del calcio per gli impegni futuri della nazionale maggiore. Quando la possibilità di una convocazione nella nazionale maggiore è stata suggerita al timido e schivo centrocampista lui ha risposto: “È decisamente troppo presto”.

Il suo tecnico dell’under 20 Ferraro dice: “Deve continuare a fare quello che ha fatto fino ad oggi, ecco perché è così importante che possa svilupparsi in un ambiente sicuro. È fortunato ad avere vicina tutta la sua famiglia, e tutti noi ovviamente: faremo tutto il possibile per aiutarlo in questa fase. Se Jose Pekerman dovesse convocarlo nella nazionale maggiore sarebbe davvero fantastico per Messi, vedrebbe come vanno le cose a quel livello e imparerebbe molto di più”.

Naturalmente questo nuovo status di miglior giocatore della sua generazione comporta una sempre crescente attenzione dei media, qualcosa che il giocatore deve ancora imparare ad accettare. Recentemente gli è stato chiesto come prende il fatto di essere sempre al centro dell’attenzione; la sua risposta è stata: “Cerco di restare più calmo che posso, ma quello che voglio veramente è andare in campo e giocare a calcio”.

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