sabato, febbraio 25, 2006

Masashi Oguro


Masashi Oguro è balzato agli onori delle cronache durante la Confederations Cup 2005, dove ha siglato due reti in poco più di novanta minuti di gioco e per un soffio non è riuscito a conquistare la semifinale a spese del Brasile. Il neo acquisto del Grenoble è venuto in Europa per affinare le sue doti e ripetere il suo exploit a Germania 2006. FIFAworldcup.com lo ha intervistato in esclusiva.

Facciamo un salto indietro nel tempo: Colonia, 22 giugno 2005.

Mancano pochi minuti al termine di Giappone-Brasile, ultimo incontro del gruppo B della Confederations Cup. Masashi Oguro raccoglie un cross proveniente da destra e conclude in porta. Con un provvidenziale intervento, il portiere Marcos respinge il pallone, gettando nello sconforto il centravanti giapponese, conscio che se quella palla fosse entrata la sua squadra avrebbe passato il turno ai danni del grande Brasile.

Sono passati poco più di sei mesi e Oguro, 25 anni, è appena giunto alla corte del Grenoble, formazione che milita nella Ligue 2 francese, ma il ricordo di quella sera d’estate è impresso nella sua mente. Oggi ha un’unica ossessione: giocare e mettere in mostra il suo talento.

Masashi, sei a Grenoble da quasi un mese: come ti trovi?
Per il momento benissimo. Vado molto d’accordo con i compagni di squadra e mi sto ambientando in fretta. La prossima settimana inizio un corso individuale di francese.

Pian piano l’allenatore Thierry Goudet ti sta integrando nella squadra. Quali sono le tue prime impressioni?
L’idea che mi ero fatto della seconda divisione francese era totalmente sbagliata. Gli allenamenti sono più brevi e meno sfiancanti che in Giappone, ma in partita finisco spesso in debito di ossigeno. Ho bisogno di tempo per rompere il fiato.

In nazionale non sei titolare. Punti a conquistare una maglia?
Per conquistare il posto in nazionale devo fare bene con il Grenoble, quindi il mio obiettivo principale è diventare titolare fisso nella mia squadra di club.

Il pubblico europeo ti ha visto in azione per la prima volta nel corso della Confederations Cup 2005. Che ricordi hai di quel torneo?
Non dimenticherò mai gli ultimi minuti della sfida col Brasile. Se quella palla fosse entrata, ci saremmo qualificati per la semifinale. Era un'occasione ghiotta, ma purtroppo non sono riuscito a buttarla dentro.

In ogni caso sei andato a segno in altre due circostanze…
È vero, non ho dimenticato gli altri due gol, ma avrei preferito realizzare anche quello.

Avresti preferito segnare quel gol e non gli altri due?
No, avrei preferito farli tutti e tre!

Cosa ti ha colpito maggiormente della Germania?
Soprattutto gli stadi. In Giappone non abbiamo strutture dedicate unicamente al calcio. Di solito tra il terreno di gioco e gli spalti c’è la pista di atletica e il contatto con il pubblico è meno diretto. Bellissimi anche i maxischermi sopra lo stadio di Francoforte.

Sarai ansioso di tornare a calcare quei campi ai Mondiali 2006. Come vedi il Giappone?
Spero di poter dare il mio contributo. L'obiettivo iniziale è la qualificazione agli ottavi. Le nostre avversarie nel gruppo B sono tutte formazioni di alto livello e passare il turno sarà già una bella impresa. A quel punto, se la fortuna sarà dalla nostra, potremmo anche arrivare in semifinale.

Qual è il tuo giudizio sul c.t. Zico?
Da giocatore era un mito e anche come allenatore sa il fatto suo. È uno di poche parole, ma ha un grande spirito di osservazione. Mi dà sempre ottimi consigli, come ad esempio avere sempre in mente il punto preciso dove voglio mettere la palla. Adesso centro la porta con più regolarità.

Ti ispiri a qualche giocatore in particolare?
Tra i miei connazionali, ammiro molto Kunishige Kamamoto e Kazuyoshi Miura, ma i miei preferiti sono i due attaccanti del Milan, Andryi Shevchenko e Filippo Inzaghi.

Un’ultima domanda: cosa ti aspetti dal 2006?
Di segnare una valanga di gol. È l'unica cosa che mi interessa!

Zico, allenatore del Giappone, non osa neppure immaginare come si sarebbe concluso il girone di qualificazione se non avesse potuto contare sui gol del talentuoso Masashi Oguro.

Il giocatore si è reso protagonista nel match d’apertura del girone finale di qualificazione contro la Corea del Nord, disputato il 9 febbraio a Saitama. Quel giorno la Corea del Nord, squadra storicamente nota per essere una “mina vagante”, rende come al solito la vita difficile ai nipponici.

Anche se il gol su punizione di Mitsuo Ogasawara porta il Giappone in vantaggio dopo soli quattro minuti, i tenaci avversari agguantano il pareggio nel secondo tempo con Nam Song-chol e tengono duro nella speranza di portare a casa un punto.

Tutto svanisce però all’ingresso di Oguro al 79' per Keiji Tamada. Il suo esordio in nazionale non può essere migliore. A recupero quasi terminato, il centrocampista Takashi Fukunishi approfitta di una debole respinta del portiere Sim Sung-chol e passa a Oguro in area. La punta del Gamba Osaka mantiene la lucidità necessaria e scaraventa la palla in rete.

Dopo questo fondamentale gol sul filo di lana, Oguro ripete la prodezza anche nella penultima gara di qualificazione, sempre contro i nordcoreani, l’8 giugno. A un minuto dal termine, sul punteggio di 1-0, realizza il gol del raddoppio che suggella la vittoria del Giappone e assicura un bliglietto per Germania 2006.

A quel punto, le lodi di Zico giungono comprensibili: “Oguro ha le qualità fondamentali per diventare un ottimo giocatore - commenta il Ct brasiliano -. Ogni volta che ha la palla, cerca il gol. La rete della vittoria contro la Corea del Nord è stata una delle sue marcature più tipiche. È un giocatore che fa la differenza”.

Alto 177 cm per 71 kg di peso, Oguro può sembrare un mingherlino, ma la sua velocità e il suo opportunismo fanno di lui un vero pericolo.

Dopo le due reti contro la Corea del Nord, l’uomo del Gamba Osaka coglie al volo l’opportunità per dimostrare il proprio valore contro avversari di alto profilo e gioca la FIFA Confederations Cup 2005.

In tutti e tre gli incontri, come in passato, Zico schiera Oguro nel secondo tempo, con risultati significativi. Dopo aver mancato la rete nella prima sconfitta con il Messico (2-1), Oguro sorprende la Grecia campione d’Europa e segna il gol della vittoria dieci minuti dopo il suo ingresso nel secondo tempo. Una manna dal cielo per il Giappone, che nonostante il dominio non era riuscito a concretizzare. A 14' dal termine, Oguro raccoglie un passaggio di Shunsuke Nakamura e infila il portiere greco Antonios Nikopolidis.

Il suo istinto predatore emerge con particolare chiarezza nel terzo incontro con i Campioni del Mondo del Brasile. Poco dopo il suo ingresso in avvio di ripresa, Oguro confeziona un assist per Nakamura, superando la difesa avversaria grazie alla sua velocità. A soli due minuti dalla fine, sul punteggio di 1-2, il bomber giapponese riporta in parità il match, con un riflesso felino sulla respinta del palo provocata dopo un calcio di punizione di Nakamura. Negli ultimi secondi, Oguro spaventa i sudamericani con un tiro che costringe Marcos a una parata acrobatica.

Fino a oggi, le nove presenze in nazionale di Oguro hanno fruttato quattro gol, ma i suoi numeri a livello di club sono ancora più impressionanti. L'attaccante, infatti, è stato il capocannoniere dell’ultimo campionato giapponese con 20 gol in 30 partite. In questa stagione ha segnato 12 volte su 17 presenze ed è in lotta con il compagno Arauj per la corona di capocannoniere.