venerdì, febbraio 24, 2006

Mavuba, il nuovo Tigana



by FIFAworldcup.com

A dispetto dei suoi 22 anni, Rio Mavuba è già un veterano del massimo campionato francese. A giugno potrebbe addirittura scendere in campo a Stoccarda, Lipsia e Colonia

dove la Francia giocherà le tre partite della fase a gironi della Coppa del Mondo FIFA 2006, in programma in Germania. In campo non si fa notare per prestanza fisica, appena 171 cm per 64 kg, e non possiede connotati distintivi: capigliatura alla Carlos Valderrama, maglie sgargianti alla Jorge Campos o occhiali alla Edgar Davids. Ciononostante, Rio Antonia Mavuba spicca per facilità di corsa, tackle decisi, precisione nel passaggio e inesauribile movimento: autentico uomo-ovunque in mezzo al campo del Bordeaux.

Raymond Domenech lo aveva notato, prima ancora che il grande pubblico si accorgesse di lui. E infatti, all’esordio sulla panchina dei Bleus, ad agosto del 2004 contro la Bosnia-Erzegovina, il c.t della Francia lo convocò nonostante Mavuba avesse allora soltanto 14 presenze in Ligue 1.

Tuttavia, la storia di Rio, prima ancora di nascere, non ha mai seguito percorsi tradizionali. Il padre rimase ucciso durante la guerra civile in Angola, e la madre, con Rio ancora in grembo, fu costretta a fuggire in barca con la famiglia. Nato in mare aperto, al largo della costa dell’Africa occidentale, Rio mosse da apolide i primi passi nel viaggio della vita.

I Mavuba arrivarono a Mont-de-Marsan, in Francia, con lo status di rifugiati politici, e si stabilirono a Bordeaux. Orfano di un ex nazionale dello Zaire che aveva partecipato alla Coppa del Mondo FIFA del 1974 in Germania, il talento di Rio per il calcio non stupisce, così come l’interessamento del Bordeaux, la squadra della sua città.

Il nuovo Tigana

Mentre Mavuba tirava i primi calci al pallone, Jean Tigana, il talentuoso centrocampista dei Bleus degli anni ’80, era prossimo al ritiro. Vent’anni più tardi, Rio è indicato da più parti come l’erede naturale di Jean. "Chiunque lo abbia visto giocare parla di lui come dell’erede di Jean Tigana: stessa abilità nel recuperare palloni, accelerazioni e continuo movimento al servizio della squadra", spiegò Domenech al tempo della prima convocazione.

Mavuba ha completato la sua ascesa nel calcio a gennaio del 2004, quando Elie Baup, allenatore del Bordeaux, lo fece esordire nella massima divisione francese. E ancora una volta Mavuba non perse l’occasione per mettersi in evidenza, andando in gol all’esordio!

Questi gli inizi di Rio in Ligue 1, dove ha potuto fare esperienza al fianco di altri giovani talenti usciti dal vivaio del club: il difensore Marc Planus, il trequartista Juan-Pablo Francia, e l’attaccante marocchino Marouane Chamakh. Michel Pavon, successore di Elie Baup sulla panchina del Bordeaux, sta puntando su questa nuova generazione di campioni per costruire il futuro del club. E Mavuba ne è già un cardine del centrocampo. Dopo le 20 presenze della stagione d’esordio, Macuba si è migliorato, giocando 38 gare di campionato, sempre in campo, ad altissimi livelli nel 2004-2005.

L’arrivo del brasiliano Ricardo a settembre del 2005 ha lasciato tutto inalterato: Rio si è confermato il pilastro del centrocampo del Bordeaux. La serie ininterrotta di presenze del giovane centrocampista difensivo si è fermata l’11 gennaio, quando Rio è partito dalla panchina nella gara di campionato contro il Monaco: ad appena 22 anni, Rio aveva disputato ben 79 partite consecutive in Ligue 1…

In Germania o con l'Under 21?

Settantanove partite nel corso della quali Mavuba ha dato costante dimostrazione di resistenza fisica e determinazione. Raymond Domenech, alla guida dell’Under 21 prima di passare alla nazionale maggiore a luglio del 2004, non ha tardato a dargli una possibilità. Mezza partita contro l’Olanda, a marzo del 2004, gli è bastata per guadagnarsi un posto per il torneo Under 21 di giugno a Toulon, adatto a far sbocciare un talento così puro. E la fiducia di Domenech non poteva essere meglio ripagata: Mavuba fu eletto miglior giocatore del torneo.

Convinto del talento del giocatore, Domenech non ha esitato a convocarlo nella sua prima partita alla guida dei Bleus. "Sono felice e sorpreso che sia successo tutto così in fretta - ha dichiarato Macuba, entusiasta, al momento dell’annuncio delle convocazioni - . Dopo il torneo di Toulon e l’incarico di selezionatore affidato a Raymond Domenech, avevo effettivamente pensato che le cose potevano muoversi un po’ più velocemente".

E in effetti è andato tutto anche più rapidamente del previsto: dopo il buon esordio contro la Bosnia-Erzegovina, Mavuba riceveva la convocazione anche a ottobre del 2004, in vista della decisiva sfida di qualificazione per la Germania, contro la Repubblica d’Irlanda. Complice la prestazione sotto tono di tutta la squadra - finì 0-0 - Mavuba giocò una partita poco brillante, smarrendosi in mezzo al campo, pur tenendo fede al soprannome di "tre polmoni" e correndo a perdifiato allo Stade de France. Aspramente criticato per la prestazione all’indomani, Mavuba non si è scoraggiato e ha continuato a collezionare buone prestazioni con la maglia del club.

Paragonato a Jean Tigana, prima, e a Claude Makélélé, poi, Mavuba è stato penalizzato, ironia della sorte, dal ritorno in nazionale del fuoriclasse del Chelsea. Nominato capitano dell’Under 21 per la gara contro l’Italia, ad agosto del 2005, Rio non ha mai considerato questa nuova fase della sua carriera come un passo indietro. "Mi piace chiacchierare nello spogliatoio con miei coetanei, poiché abbiamo interessi comuni. Sono stato fortunato ad aver vissuto la parentesi con la nazionale maggiore e adesso è mio compito trasmettere agli altri i vantaggi di quella esperienza”, ha dichiarato dopo aver indossato la fascia di capitano per la prima volta. Una nuova esperienza iniziata sotto i migliori auspici: la qualificazione della Francia alla fase finale del Campionato Europeo Under 21.

"Ho già avuto la mia possibilità, ma guardo avanti con fiducia. Andare in Germania è naturalmente il mio sogno, ma anche il prossimo Europeo sarebbe un bellissimo traguardo da centrare. L’importante, al di là di rientrare nella nazionale maggiore o proseguire nell'Under 21, è continuare a giocare bene con il club". E i frutti del duro lavoro sembrano già arrivare, con il Bordeaux attualmente secondo in campionato e in piena corsa per un posto nella prossima Champions League.

Al momento di consegnare la lista dei 23 componenti per la Germania, il c.t. francese non potrà fare a meno di ripensare ad Aimé Jacquet, il quale, nel 1998, non esitò a inserire nel gruppo Thierry Henry e David Trezeguet, allora titolari dell’Under 21. Entrambi superarono brillantemente il salto in prima squadra: chissà che Domenech non ritenga Mavuba in grado di fare altrettanto…