mercoledì, febbraio 22, 2006

Momenti Rossoblu/seconda puntata


Non sono molti, i giorni che vanno dal 14 giugno al 3 luglio 1970 (data dell'assemblea straordinaria dei soci del Genoa): ma forse, per un innumerevole schiera di sostenitori rossoblu, quel periodo fu uno di quelli di maggior sofferenza, da relegare nel bagaglio dei ricordi della propria tormentosa
passione genoana. Nei discorsi degli sportivi nei bar, nei commenti negli ambienti di lavoro, negli stessi resoconti giornalistici, era diffusa un'atmosfera triste e sfiduciata, quella stessa che precede o accompagna la scomparsa di una persona cara. Circolavano voci di liquidazione del "Genoa 1893" e della rifondazione di un nuovo "Genova" che avrebbe dovuto logicamente riprendere il cammino dalla categoria dilettantistica. Altre preoccupazioni riguardavano la composizione del futuro organico della squadra e l'identita' di chi avrebbe assunto la responsabilita' di guidare il Genoa in una categoria per i rossoblu anomala e piena di insidie di vario tipo, con prevedibile orgoglioso impegno di ogni formazione avversaria nel contrastare una squadra blasonata e decaduta. Virgilio Bazzani, nell'assemblea del 3 luglio, rassegna le dimissioni e puo' finalmente lasciare esplodere tutta la sua ira ed il personale risentimento contro chi ha permesso la decadenza e lo sfacelo della Societa'. Sono accuse gravissime ma generiche, le sue, ma certo colpiscono chi ha ancora coscienza di sentirsene destinatario. Tuttavia l'appassionata arringa di un professionista che non si e' davvero risparmiato per porre qualche rimedio allo sfascio, non ha conseguenze pratiche per quel che riguarda l'elezione di un nuovo Consiglio che possa guidare in qualche modo il Genoa. I designati (fra cui per la prima volta un rappresentante del Comitato di Coordinamento dei Clubs genoani, Pippo Spagnolo) non accettano l'incarico e si rende necessaria la convocazione di un'altra assemblea. Nel frattempo, la direzione delle operazioni, per quel che riguarda la formazione del nuovo Genoa, viene assunta - con il consenso di Bazzani - da Arturo Silvestri (noto come "Sandokan" fin dai tempi delle sue grintose prestazioni come terzino milanista) che, nel drammatico periodo conclusivo del precedente torneo, si era dichiarato disposto a prendere le redini della squadra come allenatore. In questo periodo di transizione a Silvestri vengono tuttavia affidate anche le responsabilita' di direttore sportivo, visto che opera lui stesso al calcio mercato. Meglio sarebbe dire "dovrebbe operare", dal momento che mancano totalmente fondi, nessun personaggio facoltoso vuole impegnarsi e per i calciatori rimasti non vi sono richieste tali da poter indurre a vendite. Fu dopo la chiusura ufficiale del calcio mercato che, per iniziativa precipua di un benemerito e preoccupato genoano di Spezia, Guido Vergassola, alcuni consiglieri del Genoa presero contatto con Angelo Tongiani, industriale toscano del settore marmi ed ex presidente della Massese. L'avvocato Bazzani, dopo aver accertata la sua disponibilita' di assumere la carica di amministratore delegato, gli offre addirittura la presidenza e puo' cosi' finalmente formarsi un Consiglio (4 settembre 1970) composto da Tongiani presidente, Garello vice presidente, Bazzani, Fossati, Rattazzi e Massucco consiglieri. Berrino viene nominato presidente onorario. Nel frattempo Renzo Fossati, autorizzato da Bazzani, unico detentore ufficiale del potere societario, aveva portato a termine con la collaborazione non ufficiale di Tongiani ed il consenso di Silvestri acquisti, scambi e vendite di giocatori: Mascheroni va al Varese in cambio dell'ala Corradi e di
145 milioni, giunge il portiere Lonardi dal Como e dalla Lucchese il centromediano Benini; i giovani attaccanti Cini e il sedicenne Desolati sono ingaggiati in comproprieta' personale con il presidente Tongiani (che di Desolati detiene anche la proprieta' del cartellino); Andreuzza passa alla Lazio e Rigotto alla Salernitana, mentre giunge la mezz'ala Piccioni dal Perugia. Prende corpo cosi' una formazione che puo' far conto sugli ormai maturati Bittolo, Turone, Maselli e Perotti, su Derlin
tornato dal Vicenza e sui sempre validi Speggiorin, Rossetti e Franco Ferrari. La squadra disputera' un torneo in cui, dopo un inizio non travolgente, fara' sentire la sua superiorita' sulle altre avversarie: tutte saranno distanziate in classifica (9 punti di vantaggio avra' il Genoa, alla fine sulla terza) meno la Spal, che contrastera' fino all'ultimo il ritorno dei rossoblu in serie B. Questo torneo costituira', a perenne memoria, la prova di una fedelta' pressoche' incomparabile dei sostenitori di una squadra di calcio: una nave-traghetto della Tirrenia, la "Caralis", verra' noleggiata in esclusiva per portare i tifosi rossoblu a Porto Torres, in occasione dell'incontro con il Torres vinto dal Genoa domenica 16 maggio. E poi, il 13 giugno 1971, quarantamila spettatori si entusiasmano per la risalita del Genoa in serie B. Delusioni, contrasti, beghe societarie, torti subiti sul campo, colpi della malasorte e della malafede: tutto, in quella stupenda giornata, passava in archivio. Trionfava solo il grande cuore rossoblu, pronto a soffrire immensamente ma, una volta di piu', a non arrendersi.

fonte Genoasamp.com