mercoledì, febbraio 15, 2006

NESTOR COMBIN



Dalla Francia alla Juventus e poi Varese; il grande Torino e le vittorie con il Milan di Rocco

Quando arrivò in Italia dall’Olympique di Lione, i giornali lo definire “un calciatore che è una vera forza della natura”. Spesso i giornalisti esagerano, ma non in questa caso. Il giocatore è Nestor Combin, punta franco-argentina. Nato a Rio Paranà nel 1940 da genitori francesi, a soli quindici anni, per aiutare la famiglia, cominciò a giocare alla “pelata” nella squadra del Colon. Si mise subito in evidenza per l’aggressività del suo gioco e per le saette con il quale trafiggeva i giovani portieri avversari. Nel 1958 Jesus Amalfi, un procuratore francese, lo acquista personalmente per piazzarlo sul mercato del calcio francese. E’ il ritorno nella terra dei suoi genitori che il giovane Nestor vive con grande emozione. I problemi nascono subito, specialmente con la nuova lingua, ma viene subito piazzato all’Olympique di Lione al prezzo di tre milioni, che lo inserisce nella squadra delle riserve. I tecnici francesi vedono Combin come “un selvaggio forte ed aggressivo” che corre a tutto campo e dal tiro potente. Basta un solo anno per passare in prima squadra e farsi subito amare del pubblico che comincia ad appassionarsi al suo gioco libero, senza schemi ma di grande effetto.

Arriva anche la cittadinanza francese e subito la convocazione nella nazionale transalpina. Il 1963-64 è una grande stagione con la vittoria in Coppa di Francia e il debutto nella scena internazionale in Coppa Coppe. I primi osservatori a notarlo sono quelli della Juventus che con solo venti milioni ottengono il diritto di opzione. Combin arriva alla Juventus di Heriberto Herrera con un palmares invidiabile; 67 partite in Francia con ben 57 reti!

Le due personalità presto però si scontrano; l’allenatore metodico e quadrato non accetta la libertà e la “disubbidienza calcistica” di Combin che lo portò ad un vivace scontro contro il tecnico durante un ritiro.Herrera punì il giocatore con una pesante multa, uno stop che lo escluse dalla partite vittoriose che portano alla conquista della Coppa Italia, e la richiesta di cederlo ad un’altra squadra.

Dopo una stagione in bianconera non certo negativa, 25 partite e 7 reti, Nestor fu venduto al Varese. La stagione 65-66 varesina lo vede trasformato in giocatore di secondo piano; ormai è un calciatore scomodo, che non lega con la squadra e che non segue le direttive degli allenatori.La sua troppa libertà lo porta in panchina, lasciando il ruolo di attaccante ad un giovane emergente, un certo Roberto Boninsegna…

Per lui ci voleva un grande tecnico, pronto a capirlo e a dominarlo e questo personaggio arrivò presto, era Nereo Rocco che aveva da sempre un seguito con interesse questo calciatore.Combin passa al Torino e dopo un anno di ambientamento esplode nella stagione 1967-68, sotto la guida di Edmondo Fabbri.La punta franco-argentina ormai era diventato una certezza per l’attacco granata, in coppia con il grande Gigi Meroni, con il quale lega subito.

La tragica morte del suo amico sconvolge il calciatore che nella partita seguente contro la Juventus giocò uno storico derby segnando tre grandissimi gol che portarono ad una mitica vittoria per 4 a 0. La stagione si concluse con 27 presenze e 13 gol e molti assist fortunati per i suoi compagni. L’anno successivo Combin perde molto del suo smalto e dalla sua vivacità e sembra ormai un calciatore sul viale del tramonto, pronto a tornare in Francia.

Nereo Rocco però non si è dimenticato dell’”indios” e lo rivuole nel suo ambizioso Milan campione d’Europa. Con il Milan conquista la Coppa Intercontinentale contro l’Estudiantes in una partita che giocata in Argentina fu ricordata come la “battaglia di Buenos Aries; una cruda e gratuita violenza caratterizzò quella finale e fu proprio Combin, visto con l’occhio del traditore, il primo obiettivo di tanta cattiveria; infatti un colpo terribile lo portò alla frattura del setto nasale. Svenuto lasciò in barella il campo di gioco per poi essere arrestato a fine partita dalla polizia locale con l’accusa di diserzione del servizio militare. Sordillo e altri dirigenti passarono l’intera notte per convincere le pubbliche autorità a lasciare libero il calciatore, considera la sua cittadinanza francese.

Alla fine tutti tornarono a casa, festeggiando una coppa alquanto amara.

Nel Milan giocò due stagioni, entrambi con 25 presenze e con rispettivamente 5 e 6 reti.Alla fine del torneo 70-71, ormai all’età di trentuno anni, Combin lascia l’Italia ritornando a concludere la sua carriera in Francia, prima nel FC Metz, poi dal 1973 al 1975 nei Red Star continuando a segnare tantissimi gol.Per tutti un ricordo di un giocatore che nella sua forte personalità e nella sua grinta selvaggia aveva avuto il suo limite ma anche il suo grandissimo pregio.

La tabella italiana di Combin
64-65 JUVENTUSA 24 7
65-66 VARESE A 16 2
66-67 TORINO A 26 7
67-68 TORINO A 27 13
68-69 TORINO A 29 7
69-70 MILAN A 25 5
70-71 MILAN A 25 6