venerdì, febbraio 24, 2006

Papierene


Mattias Sindelar fu uno dei più grandi calciatori tra le due guerre mondiali. Soprannominato “Papierene” (cartavelina) per la sua gracilità, Sindelar deliziò le platee di tutta Europa, al comando dell’Austria Wien e del bianco Wunderteam (così era soprannominata la nazionale austriaca) di Hugo Meisl. Giostrava da centravanti o da mezzala, ed era uno dei migliori calciatori della sua generazione. Fu l’Italia di Vittorio Pozzo a infrangere il suo sogno mondiale, eliminando la nazionale austriaca nel 1934, in semifinale. Sindelar rinunciò a giocare le sue carte nel successivo mondiale francese (1938), rifiutandosi di indossare la maglia della nazionale del terzo Reich, che nel frattempo aveva fagocitato l’Austria. Un anno dopo, la disgrazia: Sindelar fu trovato morto nel suo appartamento, insieme alla sua compagna, ucciso da una fuga di gas. C’è chi dice che con questo abbia pagato il suo coraggioso rifiuto. Ma si legge, anche, che questo sia stato l’estremo gesto di ribellione di Papierene, campione d’eleganza sul campo e di coraggio nella vita. Ricordare questa storia all’indomani della condanna a Irving e a pochi mesi dal mondiale è d’obbligo: troppo lontani i tempi del predominio danubiano sul calcio europeo, per sperare che quel che resta del Wunderteam possa farlo sul campo. Un applauso, Campione Sindelar.