giovedì, febbraio 16, 2006

Pauleta: l’aquila delle Azzorre vuol volare in alto


DA FIFAWORLDCUP.COM

Il portoghese Pedro Miguel Carreiro Resendes, conosciuto semplicemente come “Pauleta”, è l’equivalente calcistico di un uccello predatore. Nativo dell’arcipelago delle Azzorre, il cui emblema è un’aquila, Pauleta celebra i numerosi gol che mette a segno librando le braccia come fossero ali. Attaccante nato, nonostante la statura relativamente bassa, Pauleta ha giocato alla grande durante tutte le partite di qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA Germania 2006, finendo al primo posto nella classifica marcatori della zona europea con 11 gol in 10 partite.

Alcuni record acquistano col tempo un immenso valore simbolico e questo è sicuramente il caso dei 41 gol segnati da Eusebio con la maglia del Portogallo. Il record del fuoriclasse originario del Mozambico è rimasto imbattuto per decenni prima del recente sorpasso da parte di Pauleta, il quale ora mira a raggiungere quota 50 gol con la nazionale.

Finalizzatore dall’innegabile istinto per il gol, preciso e creativo sia nel gioco aereo che con palla a terra, Pauleta è sempre al posto giusto per eludere la trappola del fuorigioco. Giocatore di grande movimento, l’ex del Bordeaux sbuca misteriosamente sulla traiettoria delle palle filtranti, pronto al tocco decisivo.

Pur essendo il miglior realizzatore nella zona europea nei gironi di qualificazione e il secondo al mondo dietro il messicano Jared Borgetti (14), che però ha giocato più partite di Pauleta, il portoghese rimane l’incarnazione della modestia. Quando FIFAworldcup.com gli ha chiesto quali fossero secondo lui i migliori attaccanti del mondo, la sua risposta è stata: “Sicuramente Ronaldo, con un certo distacco. I rivali più vicini sono Shevchenko e Van Nistelrooy”.

Pauleta è la punta nel 4-2-3-1 dei lusitani, il modulo ad “albero di natale” tanto amato da Luiz Felipe Scolari. Il suo compito è molto semplice: trasformare in gol le tante occasioni create da Luis Figo, Cristiano Ronaldo e compagnia.

Nuno Gomes, il principale rivale di Pauleta per un posto da titolare, ammette sinceramente che il suo rivale possiede il dono di “essere sempre al posto giusto nel momento giusto”.

“È un bomber vecchio stile. Occupa lo spazio tra i due difensori centrali e adora essere il terminale di tutte le azioni di attacco. Il segreto del suo modo di giocare è quello di stare sempre un passo oltre i difensori e di riuscire a finalizzare con precisione chirurgica davanti alla porta”, spiega l’ex giocatore della Fiorentina.

Grazie agli 11 gol messi a segno durante le qualificazioni, il giocatore portoghese ha distanziato due grandi attaccanti quali il ceco Jan Koller (9) e lo svedese Zlatan Ibrahimovic (8). Si tratta sicuramente di un risultato importante per un attaccante che, alto 1,80 m. per 78 kg. di peso, è sostanzialmente un peso leggero rispetto ai panzer che lo inseguono (Koller è alto 2,02 m. e pesa 103 kg. mentre Ibrahimovic è alto 1,92 per 84 kg). Pauleta sta quindi sfidando la tendenza moderna che vede preferiti gli attaccanti dal fisico possente. Nel girone di qualificazione, ‘Pedro’ ha anche messo a segno tre doppiette, segnando in otto delle sue dodici apparizioni.

Come ci si potrebbe aspettare da un finalizzatore così preciso con la maglia della sua nazionale, Pauleta è una furia di fronte alla porta anche con la sua squadra di club. Arrivato praticamente da sconosciuto al Bordeaux nella Ligue 1 francese, proveniente dal Deportivo La Coruña, il nazionale portoghese si presentò con una tripletta contro il Nantes (0-5) al suo esordio nell’autunno del 2000.

Da allora non si è più fermato: prima di trasferirsi al Paris Saint-Germain, “l’uragano delle Azzorre” ha raggiunto quota 65 gol in 98 partite di campionato disputate nelle tre stagioni al Bordeaux. Il repertorio dei gol segnati da Pauleta contiene esempi di ogni genere: colpi di piatto a porta vuota, svirgolate e tocchi di punta, ma anche punizioni alla Platini, leggiadri colpi al volo, sublimi rovesciate, potenti cannonate e insolenti pallonetti.

“Questo giocatore è un vero predatore dell’area. È sempre pronto a sfruttare una palla vagante, un rinvio sbagliato da parte del portiere o il passaggio azzardato di un difensore. È dotato di un’incredibile fiuto per il gol”, commenta Laurent Fournier, suo allenatore al PSG.

Nonostante non goda in Portogallo della stessa popolarità di Figo o dell’astro nascente Cristiano Ronaldo, Pauleta è comunque ben considerato dai suoi connazionali. Dopo aver debuttato in maglia lusitana timidamente e senza pretese, Pauleta si è gradualmente guadagnato un posto nell’undici titolare di Scolari, semplicemente concentrandosi su quello che sa fare meglio.

È un attaccante che parla, infastidisce gli avversari e incita i suoi compagni di squadra, cercando sempre di galvanizzarli e di dare l’esempio. Porta il pressing sugli avversari già all’inizio delle azioni, attingendo a risorse praticamente inesauribili e si butta a perdifiato nello spazio non appena i suoi compagni riconquistano palla.

Innanzitutto e soprattutto un vincente, Pauleta cercherà a Germania 2006 di cancellare il ricordo di un Europeo a dir poco deludente, nel quale non è mai riuscito a trovare la strada del gol. Per questi Mondiali ha già ben chiari i suoi obiettivi. “Dobbiamo raggiungere almeno i quarti di finale. Vogliamo dimostrare che siamo tra le otto nazionali più forti al mondo. Tuttavia, prima di iniziare a pensare a tutto questo, dobbiamo concentrarci sulla prima partita, poiché da quella vedremo se per noi potrà essere un torneo buono oppure no”.