martedì, febbraio 28, 2006

Simon Vukcevic, classe sopraffina


by FIFAworldcup.com

Il calcio serbo montenegrino scommette su Simon Vukcevic, classe 1986, un centrocampista offensivo di grande abilità tecnica che sogna di ripercorrere le orme di Dragan Stojkovic.

Un'occhiata alle statistiche e un rapido giro di pareri fra i compagni di squadra: analizzando le prospettive di Simon Vukcevic si comprende immediatamente di trovarsi di fronte ad un giovane talento che in futuro potrebbe sicuramente imporsi ad alto livello. Se Simon saprà sommare le qualità che indiscutibilmente possiede, alla continuità necessaria per emergere nei principali campionati che si disputano in Europa, potrà davvero farcela, a dispetto di numerosi suoi connazionali che spesso si perdono per mancanza delle giuste attitudini caratteriali.

Sebbene la carta d’identità indichi il contrario, Simon è un giocatore che possiede già una discreta esperienza internazionale e se, come tutto lascia pensare, arriverà in Germania, avrà la possibilità di farsi apprezzare e di ambire al Premio Gillette Miglior Giovane Calciatore. Certamente il sorteggio di Lipsia non aiuta la Serbia Montenegro, ma la nazionale di Vukcevic già nelle qualificazioni non si è certo fatta intimidire da una grande d’Europa come la Spagna ed è pronta a fare lo stesso nel temibile gruppo C.

Nella stagione 2003/2004, la sua prima disputata con la maglia del Partizan Belgrado, Vukcevic aveva totalizzato dodici presenze e nessun gol. Proveniva dal Buducnost Podgorica, il club della sua città natale, nel quale aveva percorso le varie tappe del settore giovanile.

Nella tarda primavera 2004, a soli diciotto anni, era stato convocato per prendere parte alla fase finale del Campionato Europeo Under 21 ed aveva aiutato la squadra a raggiungere la finale, poi persa contro l’Italia per 3-0. Una gara, quest’ultima, in cui Vukcevic era entrato dall’inizio della ripresa giocando bene e contribuendo a mettere pressione agli avversari ormai in vantaggio di due gol.

La seconda piazza aveva comunque garantito un posto ai Giochi Olimpici Atene 2004, dove la Serbia Montenegro aveva disputato un torneo poco brillante, collezionando tre sconfitte in tre gare. Particolarmente scottante, in avvio, lo 0-6 subito contro l’Argentina, gara in cui Vukcevic aveva disputato tutti i novanta minuti. Contro l’Australia, nella seconda gara olimpica, per Simon soltanto quarantacinque minuti in un’altra disfatta di larghe proporzioni (1-5). Nella terza partita del girone, contro la Tunisia, in una gara persa per 2-3, Vukcevic aveva poi realizzato il gol del provvisorio 2-2 a tre minuti dal termine, congedandosi in maniera positiva dal torneo a cinque cerchi, perlomeno dal punto di vista personale.

La seconda stagione a Belgrado, disputata a cavallo fra il diciottesimo ed il diciannovesimo anno di età, ha visto Vukcevic raggiungere l’invidiabile bottino di dieci reti in 26 presenze ed esplodere in maniera definitiva. Importante anche il suo contributo alla seconda qualificazione consecutiva della nazionale Under 21 alla fase finale del Campionato Europeo che si svolgerà a maggio 2006 in Portogallo.

Con il suo metro e settantanove centimetri per settantotto chilogrammi di peso, Vukcevic dispone delle caratteristiche fisiche indispensabili per il calcio moderno. É un uomo in grado di collegare il reparto centrale e nevralgico del gioco con la fase offensiva. Abbina alla tecnica anche buone capacità in fase di interdizione, mentre l’indiscussa abilità balistica ne fa un pericoloso tiratore di calci piazzati. Buon dribbling, velocità e ottimo controllo di palla completano il suo profilo. Può giostrare anche in posizione più arretrata, da centrocampista centrale, come una sorta di playmaker.

Mirko Vucinic, altro talento serbo montenegrino, di tre anni più vecchio, ma che conosce bene Simon per averci giocato insieme a lungo nell’Under 21, ha detto di lui: “È fortissimo, potrebbe essere paragonato a Totti, forse. Con i piedi fa quello che vuole, è giovane ed ha senso del gol”.

Il debutto in nazionale maggiore di Vukcevic è coinciso proprio con il debutto di Vucinic ed è avvenuto in una gara disputata a Belgrado e valevole per le qualificazioni mondiali (Serbia Montenegro - Belgio 0-0). Vukcevic è subentrato all’80’ a Ognjen Koroman. Da quel momento ha collezionato altre quattro presenze.

Proprio il 9 dicembre 2005, il giorno del sorteggio per la fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2006 svoltosi a Lipsia, Vukcevic, pur corteggiato anche in Italia, ha firmato con i russi del Saturn Ramenskoe. Una scelta molto discussa, ma che a dire il vero negli ultimi tempi ha caratterizzato molti giocatori serbo montenegrini e fra questi i nazionali Koroman e Vidic, ora approdati in Inghilterra.

Il Partizan Belgrado non ha resistito alle offerte russe ed ha ceduto Vukcevic a titolo definitivo. Il giocatore ha siglato un contratto triennale con opzione per i due seguenti. L’avventura con il Partizan si è conclusa per lui con un totale di 51 partite e 13 reti segnate.

Le discussioni hanno riguardato il fatto che la scelta effettuata sembra concedere a Vukcevic minori chance di crescere calcisticamente rispetto a quanto sarebbe potuto accadere approdando in campionati europei più competitivi e tradizionali. Il giocatore è in una fase delicata della sua carriera ed ogni mossa deve essere valutata attentamente. In ogni caso, come visto in particolare nel caso di Vidic, questo periodo potrebbe anche non rivelarsi negativo e contribuire alla sua crescita professionale.