venerdì, febbraio 17, 2006

Una Vita da Mediano


Gabriele Oriali

Il binomio calcio e musica, appropriato nel ritmo di gioco, non si è mai molto confermato nella versione “discografica” della parola. Se in altri sport come il ciclismo è stato festeggiato nei suoi protagonisti con canzoni di successo (Bartali di Paolo Conte, “Coppi” di Gino Paoli etc.), gli eroi della domenica non hanno mai ricevuto tante attenzioni.L’unica eccezione è per la figura di Gabriele Oriali e la sua “Vita da Mediano”, ballata epica di Ligabue. Un motivo per celebrare sia un ruolo che un calciatore caratterizzati dal sacrificio come primo dovere sovrano.

A soli diciannove anni viene buttato in serie A dove esordisce il 7 febbraio 1971 in Roma – Inter conclusa a rete inviolate. E’ l’Inter che torna allo scudetto grazie ad Invernizzi, che recupera una squadra spenta e la rilancia in un insperato successo. Oriali trova sulla strada un gigante come Bedin e per lui solo un’altra partita sufficiente per vantare una sua firma sul tricolore.

La stagione seguente viene premiata la sua volontà di giocare e Invernizzi lo crea come terzino di fascia destra, alternandosi ad un giovane ma già celebrato Mauro Bellugi. Oriali però dimostra una grande grinta ed una forte personalità. Il suo è un look che contrasta i volti puliti dei suoi compagni di squadra, campioni non più giovanissimi. Ed ecco Lele diventare titolare nell’Inter che incomincia la sua avventura in Coppa Campioni. Capellone con grandi e folte basette, marcia in tutta Europa superando squadre come il Borussia e il Celtic. Nella finale la sfortuna e la netta superiorità dell’avversario chiamato Ajax ridimensionano l’Inter e la sua difesa.

Ormai è una certezza della squadra e per il suo modo di giocare entra in scena anche Gianni Brera che per lui battezza il soprannome di “Piper”, perché si muove in tutto il campo come una pallina di acciaio. Inoltre ha il piacere anche di concludere in rete; ogni campionato infatti lo vede sempre con il tabellino reti mai quota zero.

Gli anni settanta non sono felicissimi per l’Inter e questi condizionano anche le speranza di una maglia azzurra dove Bearzot vede in Bellugi, suo primo compagno di ruolo ormai titolare nel Bologna, più di una certezza. L’Inter di Bersellini sta diventando una forte compagine guidata da giocatore giovani come Bini e Muraro e vince la Coppa Italia edizione 1978, un alloro dopo tanti anni di digiuno. Oriali ha solo ventisei anni ma è un difensore di classe ed esperienza e Bearzot lo prova per la nazionale post- Argentina. Il debutto il 21 dicembre 1978 nell’amichevole contro la Spagna.

Da allora Oriali diventa titolare azzurro mentre nell’Inter arriva il fatidico scudetto della stagione 79-80 superando nel finale della stagione la Juventus di Trapattoni. E’ un momento positivo per Oriali che come stopper dell’Inter tricolore è pronto per gli Europei italiani del 1980, dove una nazionale danneggiata dallo scandalo del calcio-scommesse si “lecca le ferite” e riparte con una formazione rattoppata specialmente in attacco.

Nella prima partita contro la Spagna un mediocre 0 a 0 mette Bearzot in una situazione di allarme e nel successivo incontro decisivo con l’Inghilterra manda Oriali in panchina e rispolvera il “vecchietto” Benetti che con una convince prova terrà la maglia di stopper fino alla fine dell’Europeo. Oriali rimane sempre nel giro azzurro, ma come guardiano della difesa gli vengo preferiti i nomi di Gentile e quello di Marini, suo compagno di ventura nell’Inter. Per lui solo poche sporadiche presenze per un giocatore che è un vero e proprio “rincalzo di lusso”.

Intanto l’Inter centra un’altra Coppa Italia, la terza della sua storia. Arriva la convocazione per il mondiale spagnolo, ma per lui solo la panchina e una “vita da mediano” ancora da ricominciare guardando l’amico Marini nelle prime partite dove un’Italia appannata non convince ne pubblico ne critica. Poi il miracolo comincia contro l’Argentina, campione del mondo e per lui la marcatura di Kempes; poi la storica partita con il Brasile dove Oriali con le buone e con le cattive tira fuori la sua grinta per fermare i mitici giocatori carioca. La leggenda del mediano che prende “botte in continuazione” sta prendendo sempre più forma, come nella semifinale contro la Polonia dove Lato e Smolarek non si fa scrupoli dei nostri difensori e Lele gioca come sa giocare, ovvero a tutto campo.

Le immagini della canzone di Ligabue si legano con la finale contro la Germania Ovest dove Oriali gioca in un centrocampo rivoluzionato dall’assenza di Antognoni. Lele rischia gambe e carriera a difesa della porte di Zoff e viene falciato a turno dai fratelli Bernd e Karl-Heinz Forster. In una serata leggendaria i giocatori azzurri diventano eroi di tutta una nazione.

Il 1983 è l’anno dei grandi cambiamenti per un calciatore che ha avuto molto dal suo sport; infatti lascia la nazionale, vittima incolpevole della eliminazione nelle qualificazione all’Europeo, e viene ceduto alla Fiorentina dove giocherà quattro campionati ad alto livello.Il ritorno all’Inter come dirigente dove ricopre un ruolo decisivo ed oggi, ogni giorno, le radio trasmettano la canzone di Ligabue e le immagini dell’Oriali di Madrid vengono proiettate ancora una volta nei nostri ricordi.


LA TABELLA DI ORIALI
70-71 INTER A 2 0
71-72 INTER A 20
72-73 INTER A 22 2
73-74 INTER A 18 2
74-75 INTER A 17 0
75-76 INTER A 23 2
76-77 INTER A 25 2
77-78 INTER A 26 4
78-79 INTER A 28 4
79-80 INTER A 25 6
80-81 INTER A 18 4
81-82 INTER A 28 5
82-83 INTER A 25 2
83-84 FIORENTINA A 29 5
84-85 FIORENTINA A 26 1
85-86 FIORENTINA A 25 0
86-87 FIORENTINA A 25 1

3 Comments:

Anonymous old fan said...

Gentili amici di Fondazione Bonarda, complimenti vivissimi, esprimete proprio un bel calcio, direi proprio di altri tempi. Vi ho scoperto casualmente in quanto avete pubblicato poche settiamne fa tre miei articoli su Levratto, Signorini ed Urban, facendo un ponte tra la Cavese ed il Genoa. Un fatto di cui vado orgoglioso oltremodo, perchè la Cavese è il mio amore assoluto, ma un pezzo di cuoricino lo tengo proprio per la più antica squadra d'Italia. Vorrei conoscervi in quanto anche io curo un sito www.cavese.it ed un blog cavese.blogspot.com ed hop detto ai miei amici di guardareanche a voi, che siete molto bravi. mi chiamo Vincenzo Paliotto e la mia e-mail è vincenzopaliotto@libero.it, saluti vivissimi

10:29 AM  
Anonymous Anonimo said...

...

6:11 PM  
Anonymous Anonimo said...

....ma quale mediano...chi si sbatteva in quella Inter era MARINI o BEPPE BARESI.....ed invece alla storia passera' oriali...gran giocatore senza dubbio,ma tutto tranne che mediano......e per il vero.."finche'ne hai stai li...sempre li'.."...cioe' il grande Marini...nemmeno una parola. Ligabue ha scritto quella canzone solo perche'lele era bello e biondo...mentre giampiero era brutto e peloso....ma il senso di quelle strofe,e chi ha vissuto quella Inter lo sa'.....sono per il generoso Marini......Oriali "l'era scrocc mel boia"....

6:23 PM  

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