domenica, marzo 05, 2006

1982: Italia - Germania


Data: 11 luglio 1982
Stadio: Stadio Santiago Bernabeu
Città: Madrid, Spagna
Capacità: 90.000
ITALIA 3:1 GERMANIA DELL'OVEST
[ROSSI Paolo (ITA) 57', TARDELLI Marco (ITA) 69', ALTOBELLI Alessandro (ITA) 81', BREITNER Paul (GER) 83']

Gli italiani trionfano in grande stile

Sotto l'azzurro cielo di Spagna, le due migliori compagini del Mundial '82, Italia e Germania Ovest, si contesero al Santiago Bernabeu quella che per entrambe sarebbe stata la terza Coppa del Mondo della storia. Con un secondo tempo al limite della perfezione gli Azzurri riconquistarono il titolo che mancava dal 1938, mentre ai tedeschi non restò che attendere Italia '90 per realizzare il magico tris.
Entrambe le squadre vantavano una miriade di talenti nelle loro fila: Zoff, Bergomi, Gentile, Tardelli e un certo Paolo Rossi da una parte; Briegel, Breitner, Forster, Littbarski e Rummenigge dall'altra. Novanta entusiasmanti, spettacolari minuti di calcio attendevano gli spettatori e nessuno rimase deluso.

Fin dall'inizio
La Nazionale Azzurra diede il calcio d'inizio e cercò immediatamente di imporre il proprio ritmo alla partita. Ma gli avversari tedeschi, allenati da Jupp Derwall, crearono la prima occasione a soli due minuti dall'avvio: Littbarski irruppe sulla sinistra e indirizzò un passaggio diagonale a Klaus Fischer, il quale ripassò a Littbarski. L'ala soprannominata 'Litti' tirò in porta, ma il leggendario Dino Zoff bloccò la sfera senza grandi difficoltà.

Pochi minuti dopo fu il capitano tedesco Karl-Heinz Rummenigge a farsi vivo nel cuore del match, si liberò di Bergomi e Cabrini nell'area di rigore e, con una sorta di rovesciata tentò di mettere in rete, ma la palla uscì di poco.

Al 5' la panchina italiana balzò in piedi dopo uno scontro a centrocampo tra Wolfgang Dremmler e Francesco Graziani. Graziani cadde a terra dopo una vigorosa spallata da parte del robusto tedesco ed ebbe la sfortuna di atterrare sulla spalla destra. L'arbitro brasiliano Arnaldo Coelho fece segno di non interrompere il gioco e la Germania Ovest imbastì un'azione di affondo sulla sinistra, mentre l'attaccante italiano era ancora prono sulla linea di centrocampo, in una maschera di dolore.

Alla fine Graziani riuscì a rialzarsi in piedi e a proseguire a fatica per un altro paio di minuti, ma era in evidente difficoltà e fu prontamente sostituito da Alessandro Altobelli.

Su un binario morto
Dopo il furioso avvio il corso della partita si assestò e la Germania tentò l'affondo decisivo penetrando sulla destra un paio di volte. Ma Littbarski e Rummenigge non furono in grado di superare la difesa italiana che schierava il diciottenne Giuseppe Bergomi.

Dopo un quarto d'ora nessuna delle due squadre era stata capace di modificare la situazione di stallo, mentre le formazioni si contrastavano sempre più a centrocampo e non accadeva nulla degno di nota accadeva davanti alle rispettive porte. Al 23' il portiere tedesco Harald 'Toni' Schumacher ebbe un brivido quando Bernd Förster nel tentativo di allontanare la palla, indirizzò sopra la traversa della propria porta, generando un calcio d'angolo. Bruno Conti eseguì una conclusione da manuale, ma la difesa tedesca non si fece sorprendere.

Subito dopo gli italiani sfondarono sulla sinistra: Altobelli crossò in area di rigore verso Conti, marcato strettamente da Briegel. Conti cadde per un'evidente spinta del tedesco e l'arbitro non ebbe esitazioni ad indicare il dischetto. I giocatori tedeschi circondarono Coelho, rivendicando l'innocenza del difensore, ma il rigore era ormai accordato.

Schumacher e Antonio Cabrini si ritrovarono faccia a faccia, ma il portiere tedesco era visibilmente meno nervoso del suo avversario. Cabrini iniziò la rincorsa, tirò e indirizzò la palla a lato. L'Italia aveva perso l'occasione di portarsi in vantaggio.

La prima ammonizione di una partita fino a quel punto altrimenti tranquilla, fu comminata a Bruno Conti al 31', dopo un fallo su Karl-Heinz Förster. L'ammonizione e il rigore mancato furono tra i pochi episodi degni di nota in un primo tempo altrimenti abbastanza deludente.

Entrambe le squadre dovevano mostrare maggiore energia per poter alzare la coppa alla fine della partita. Il fischio finale del primo tempo concesse all'allenatore dell'Italia Enzo Bearzot e alla sua controparte tedesca Jupp Derwall quindici minuti per rimettere a punto le rispettive tattiche per la restante parte della gara.

Prova di forza
Il secondo tempo si aprì con Rummenigge e Kaltz che provavano a rendere dinamica la manovra tedesca cercando la profondità nella metà campo italiana ed aumentando il ritmo offensivo. Il tutto portò soltanto ad un'innocua punizione da venti metri, poi il centrocampo italiano riprese gradualmente il controllo del gioco. Gli uomini di Jupp Derwall tentarono di contrastare la superiorità tecnica degli avversari con la forza fisica, ma gli Azzurri non potevano essere bloccati così facilmente. Partendo dalle retrovie, grazie, in particolare, all'elegante Scirea, le precise trame di gioco italiane concretizzavano sempre più un pericolo crescente per la difesa tedesca.

Al 57', mentre la partita stava prendendo una piega sempre più confusa, Stielike atterrò Conti sulla sinistra. La difesa tedesca non riuscì a respingere in maniera adeguata il seguente calcio di punizione e Conti si impadronì della palla a trenta metri dalla porta.

Karl-Heinz Rummenigge agganciò il fantasista romano da dietro e l'arbitro concesse un altro calcio di punizione. Mentre i tedeschi stavano ancora contestando la decisione, Marco Tardelli battè rapidamente la punizione e trovò Claudio Gentile libero sulla destra. Gentile crossò dal vertice dell'area di rigore e, con Alessandro Altobelli impossibilitato a raggiungere la palla, era arrivato il momento per Paolo Rossi di confermare la reputazione di uno tra i migliori attaccanti italiani di tutti i tempi. Al posto giusto nel momento giusto, Rossi mise la palla in rete portando l'Italia sull'1-0. Ancora una volta i tedeschi si lamentarono, questa volta per un fuorigioco, ma il gol restò valido e l'Italia passò in vantaggio.

I tedeschi si aprono
Ora la Germania era costretta ad attaccare per mantenere viva la possibilità di vincere. Stielike spinse in avanti la squadra, unendosi sempre più spesso alle azioni di attacco dei compagni. Ma anche se Fischer, Rummenigge e Littbarski cercavano di creare spazi intorno all'area italiana, la difesa resse bene e riuscì a vanificare i tentativi dei tedeschi.

Jupp Derwall doveva reagire e lo fece al 62', inserendo un altro attaccante, Horst Hrubesch: in tal modo aggiungeva peso e capacità alla possibilità di segnare il pareggio. Hrubesch si ritrovò nel cuore dell'azione soltanto pochissimi minuti dopo, quando Manfred Kaltz, suo compagno di squadra nell'Amburgo, eseguì uno dei suoi famosi cross ad uscire. Il monumentale centravanti si erse di fronte a Zoff, ma non fu in grado di indirizzare la sfera.

Il ritmo di gioco era aumentato dopo il goal di Rossi. Al 69' Gaetano Scirea impostò un'altra azione dall'interno della propria metà campo. A metà strada si spostò a destra, dove Altobelli si unì a lui nella corsa e, avanzando fino al limite dell'area di rigore, riuscì ad ingannare Briegel con una precisa giravolta del corpo. Quindi Rossi raccolse la palla e, dopo avere guardato a destra, indirizzò un cross basso verso lo stesso Scirea che si stava avvicinando. Il libero azzurro decise di non tirare, preferendo restituire la palla a Rossi che era penetrato indisturbato all'interno dell'area di rigore tedesca. Rossi fece un passaggio corto che venne raccolto ancora una volta da Scirea, consentendo a Marco Tardelli di arrivare in posizione centrale ad una quindicina di metri dalla porta. Mentre cadeva, Tardelli riuscì a infilare la palla nell'angolo alla sua destra prendendo in contropiede Toni Schumacher e raddoppiando in quel modo il vantaggio dell'Italia.

Nella tribuna delle autorità, persino il Capo di Stato italiano, Sandro Pertini (seduto accanto a Re Juan Carlos di Spagna), saltò in piedi esultando. Il secondo gol sembrava chiudere la partita.

L'Italia fa sua la sfida
Con soli venti minuti da giocare, ora la Germania doveva segnare due volte per andare ai tempi supplementari. Derwall fece un'altra sostituzione, mettendo al posto dell'esausto capitano Rummenigge il riposato Hansi Müller per un ultimo, disperato, tentativo di ribaltare le sorti dell'incontro. Il gioco divenne scorretto e Stielike fu fortunato a cavarsela soltanto con un cartellino giallo dopo aver spintonato l'arbitro al 73'.

La Germania aveva bisogno di un gol per tornare in partita, ma le azioni di attacco tedesche stavano diventando sempre più disperate e disorganizzate. I cross alti nell'area di rigore e i lanci lunghi spediti in avanti senza idee non furono sufficienti a riportare in gioco i due volte Campioni del Mondo in quella circostanza.

Quindi, all'81', l'Italia cancellò ogni dubbio sull'esito del match. Bruno Conti partì dalla propria metà campo in direzione della porta tedesca. Con la difesa sbilanciata in avanti, Conti ebbe tutto il tempo possibile a disposizione per scegliere Alessandro Altobelli che era riuscito a liberarsi dal suo marcatore all'altezza del dischetto del rigore. Schumacher uscì dai pali, ma Altobelli trovò il varco giusto, segnando per la terza volta a favore degli uomini di Bearzot. La partita era praticamente terminata, con l'Italia a nove minuti dalla conquista della sua terza Coppa del Mondo FIFA.

Il punteggio finale fu di 3-1, con un goal di consolazione per la Germania Ovest segnato da Paul Breitner a sette minuti dalla fine. La reazione di Breitner dopo il gol la disse lunga sull'umore nella metà campo tedesca: nessuna celebrazione e neanche un sorriso, soltanto lo sguardo rassegnato di un uomo che sapeva che la sua squadra non aveva mai avuto la minima possibilità di minacciare la supremazia degli avversari.

Forse la straordinaria semifinale contro la Francia era costata troppe energie alla nazionale tedesca. O forse quella sera l'Italia era semplicemente troppo forte. Una cosa era certa: la squadra tecnicamente più dotata dell'Europa meridionale divenne meritatamente Campione del Mondo di Spagna 1982.

da fifaworldcup.com